Attualità Ragusa 07/06/2014 17:24 Notizia letta: 5815 volte

Una multinazionale privatizza la spiaggia di Randello

La denuncia di Livio Tumino
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Ragusa - Le immagini parlano chiaro su quanto stia accadendo alla spiaggia di Randello, il famoso spiaggione, unico litorale rimasto fino ad oggi incontaminato, zona Sic ossia Sito di Interesse Comunitario.
“Un gruppo multinazionale – dichiara Livio Tumino, vice presidente del Laboratorio politico culturale 2.0 - che opera nel territorio già da qualche anno e che in passato è stato al centro di polemiche su presunti abusi edilizi e scempi paesaggistici, sta allestendo una spiaggia privata per i propri clienti con annesso caseggiato in legno.
Camion, scavatori, ruspe sono in azione da diversi giorni. Recandosi sul sito è possibile verificare il danno arrecato alle dune, alla flora ed alla fauna autoctona.
Al momento ci risulta che le uniche autorizzazioni pervenute siano da parte del Corpo Forestale e dalla Sovraintendenza. Non abbiamo notizie da parte dell’Ufficio Periferico del Demanio Marittimo né dal Comune di Ragusa. Tra l’altro il Comune nemmeno possiede un piano di utilizzo del demanio marittimo che consenta la costruzione su quest’ultimo di stabilimenti balneari. Sembra assurdo pertanto che i lavori siano iniziati, tra l’altro senza l’esposizione del Tabellone di cantiere dal quale si devono evincere gli estremi autorizzativi”.
“La legge è uguale per tutti, tanto i cittadini quanto per le multinazionali, pertanto abbiamo dato mandato al nostro porta voce in consiglio comunale, Sonia Migliore, di predisporre un’interrogazione urgente in merito e di verificare se vi siano gli estremi per azioni civili o penali, tanto nei confronti della Multinazionale quanto nei confronti degli enti pubblici coinvolti”.
“E’ nostra ferma convinzione – continua Tumino - che aldilà delle dimensioni dell’intervento antropico, sia necessario evitare pericolosi precedenti. E' palese che tale concessione favorisce soltanto la società multinazionale senza nulla portare alla collettività e che al contempo arreca grave danno al già fragile ecosistema . 
E’ nato un apposito 'Comitato Randello Libera', presente anche su facebook, che sta raccogliendo firme con lo scopo di presentare un esposto alle autorità competenti, qualora queste non riescano, propria sponte, ad intervenire in merito”.

Redazione