Attualità Ragusa

La purga di Matteo Renzi e le sorti del PD a Ragusa

I farcitori farciti

Ragusa - È tempo di epurazioni per il PD nazionale. Bene ha fatto Renzi a dare il benservito a Corradino Mineo: fuori chi ostacola le politiche del partito. Specie se il partito, governato dall’ex sindaco di Firenze, viene fuori da una valanga di consensi ottenuti alle ultime Europee.

Basta con la dittatura delle minoranze. Così dovrebbe fare pure il PD provinciale:

Accade a Ragusa, infatti, che qualcuno vorrebbe mantenere la golden  share del partito pur non avendo più numeri e prospettive per il futuro. Per capirne un tantino di più servirebbe l’analisi elettorale dell’ultima tornata di voto. Ed è quel che faremo.

Il PD in provincia si attesta  ben oltre il 37% alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, senza alcun candidato ibleo in lista.

A chi dare il giusto merito del risultato? Ai dirigenti provinciali? Non proprio, e dai numeri dello spoglio capiremo il perché.

I democratici crollano nei comuni di Vittoria e Comiso, di contro, Ragusa città fa il pienone di voti.

Il caso dell’ipparino è poi emblematico: a Vittoria dove il PD governa, dunque, sindaco, assessori, consiglieri ed esperti, affiancati da consulenti e vertici di enti partecipati, per non parlare della presenza autorevole del segretario provinciale Denaro, tutti a supporto della lista democratica per l’Europa, il partito si fa superare dai 5 stelle di oltre 5 punti.

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A Comiso va ancora peggio: anche qui la città è governata dal Partito Democratico, forte della presenza di un deputato regionale, ma i consensi si fermano sotto il 30%, alla pari, quasi, con i grillini, e di un soffio sopra Forza Italia.

Una catastrofe, dunque, a sud ovest.

Ad alzare il morale, e pure le percentuali, per i democratici, ci pensa, come sempre, Ragusa città: 43% al tabellone e 11.000 consensi alle urne.

Il bello è che il PD a Ragusa non governa: solo tanta buona volontà e impegno di una classe dirigente che, grazie alla buona presa con l’elettorato; riesce, come sempre, a primeggiare a livello provinciale.

E il partito intero ne trae beneficio: dati finali Ragusa provincia, PD al 37%. C’è poco da nascondere: Peppe Calabrese, ancora una volta, vince e fa vincere il partito.

Nonostante Vittoria e Comiso, diremmo.

Nonostante sindaci, onorevoli, assessori, consulenti e segreteria provinciale del partito inclusa, oseremmo aggiungere.

Il partito democratico in provincia, con questi dirigenti, tende al nanismo perpetuo, rifiutando il sublime.

E ci sarebbe pure poco da fare per raggiungere le ambite e magnifiche e progressive sorti del partito.

Dalle tenebre alla luce: basterebbe solo assistere alle lezioni del professore Renzi, Matteo Renzi e mettere in pratica i suoi insegnamenti sull’uso democratico della purga.

Così i farcitori (di sconfitte elettorali) torneranno a casa farciti. Citando Montale.

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