Giudiziaria Ragusa 14/06/2014 18:38 Notizia letta: 5419 volte

Turbativa d’asta, il giro dei colletti bianchi

Sott’occhio un’azienda vittoriese
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Ragusa - Sei persone, tra cui un commercialista, sono state denunciate dalla Digos di Ragusa, su delega del procuratore della repubblica Carmelo Petralia, per turbativa d’asta a seguito di una complessa attività d’indagine nell’ambito delle aste giudiziarie. Le vicende sono concernenti la procedura relativa ad un’azienda agricola del vittoriese di notevoli dimensioni, i cui cespiti ed attrezzature sono stati valutati in oltre 5 milioni di euro. Pochissimi i dettagli che trapelano dalle fitte maglie degli inquirenti su un’operazione che in ogni caso dimostra tutta l’attenzione della procura iblea - anche grazie all’attenzione dell’opinione pubblica sempre alta - verso la complessa e non sempre limpida gestione delle aste giudiziarie, ma è chiaro che si tratta di una delle aziende agricole più importanti della provincia di Ragusa. Tra le cinque persone che sono coinvolte, ci sarebbero anche gli stessi titolari dell’azienda che da vittime sarebbero diventati a loro volta anche gli autori del reato.

Le indagini della magistratura nell’ambito delle aste giudiziarie si stanno dipanando su più fronti. Nei mesi scorsi non sono mancate perquisizioni e sequestri d’atti nei confronti di diversi quattro professionisti della provincia di Ragusa. Un sistema ben collaudato, che porterebbe, sistematicamente, a disertare la prima asta, in modo da abbassare il prezzo dell’immobile (o in questo caso dell’azienda) che poi verrebbe rivenduto agli stessi ex proprietari tramite soggetti vicini agli stessi professionisti, in grado di potere prestare (a tassi di interesse molto elevati) il denaro necessario ai compratori che, per varie ragioni, non possono più accedere ad alcuna forma di credito presso gli istituti bancari. Le varie inchieste, a livello generale, partono dalla provincia di Ragusa ma passano addirittura i confini nazionali. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori ci sono infatti anche società estere che fungerebbero a vario titolo da prestanome, per risalire alle quali polizia e guardia di finanza starebbero seguendo le tracce lasciate dai vari passaggi nei conti correnti bancari. L’indagine è in continua evoluzione e non si escludono novità di un certo rilievo nei prossimi giorni.

Michele Farinaccio