Cultura Modica 16/06/2014 19:15 Notizia letta: 3737 volte

Condominio fotografico chiama, pubblico risponde

La fotografia, a Modica
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Modica- “Ho la passione per la fotografia, vorrei parlarne con altri che la condividono, cerco di organizzare un incontro che sia un momento di confronto”. Così è nato, a gennaio dall’idea di tre dei suoi membri, il Condominio Fotografico, un circolo fotografico, definizione che in realtà i ‘condomini’ non apprezzano affatto. Questi fotografi, con età e storie molto diverse tra loro, non fanno infatti che ribadire che l’invito a partecipare ai loro dibattiti e iniziative non è affatto chiuso, come una forma circolare potrebbe evocare, ma al contrario aperto a tutti. Due obiettivi generali: confronto interno e divulgazione esterna, partendo proprio dal quartiere che li ospita. Il Condominio Fotografico è nato infatti all’interno del Borgo degli Artisti, contenitore di laboratori culturali che ha sede nei locali comunali, un tempo scolastici, di un quartiere che ultimamente sta vivendo una sorta di meritata rivalutazione e rinascita, Modica Alta, meno turistica e più popolare del ‘salotto’ di Modica Bassa, ma con una storia altrettanto lunga e prestigiosa. Non a caso, il Condominio fotografico ha partecipato all’ultimo evento qui svoltosi, Altarte, con un’idea promozionale tante semplice, quanto ironica (si veda il progetto ‘Sostieni Modica Alta’).

Il condominio nasce dall’idea di tre fotografi e, nel giro di pochi mesi, arriva ad avere una quindicina di membri fissi, desiderosi di vedersi in continua crescita. Nessun amministratore né le classiche riunioni litigiose in questo atipico condominio , dove ciascuno mantiene appunto la propria individualità, il proprio spazio e stile, alla pari e senza protagonismi (divieto assoluto di pubblicizzare le proprie opere). Un appuntamento, ogni mercoledì alle 21, aperto a tutti, per discutere di fotografia. Tutto qua. Eppure non è solo questo: potremmo dire che ‘se l’interessato non va a trovare il condominio, è il condominio che fa visita all’interessato’! Le idee e gli spunti che nascono in queste riunioni, vengono infatti prontamente trasformati in stimoli verso l’esterno, in proposte culturali, sempre ovviamente legate alla fotografia, aperte alla comunità, come incontri-dibattiti con fotografi (ovviamente esterni al gruppo) o la diffusione di documentari, come quello su Vivian Maier, proiettato al Cinema Aurora, vicino di casa del condominio, o i vari workshop in programma.

Passione per la fotografia, fiumi di entusiasmo, grande spontaneità, sana voglia di confronto ma anche voglia di leggerezza e di gioco perché, come ribadiscono i condomini “è fondamentale non prendersi troppo sul serio”: i loro non sono incontri tecnici, in cui confrontarsi ad esempio sull’ultimo ritrovato della tecnologia in campo di obiettivi ma più teorici, più legati al gusto personale di uno di loro che vuole condividere una particolare scoperta con gli altri, condomini e non. Nessuna velleità artistica quindi ma anzi forse anche una nota critica verso la categoria, se vogliono evitare proprio ciò che, a sentir loro, è la prassi, ovvero che “normalmente il fotografo vive in isolamento”. Quasi tutti hanno vissuto fuori, hanno toccato con mano realtà più grandi, centri propulsori dell’arte fotografica e non solo, dove regna però questa sorta di individualismo-protagonismo, logica conseguenza della bassa competizione fatta di invidie e colpi bassi. Qui invece, ognuno fedele al  proprio lavoro, sembra fermamente convinto di potersi e poterlo arricchire con nuove idee e stimoli e, nel farlo, magari far conoscere l’arte della fotografia all’esterno perché, come ognuno di loro ribadisce, “se dai gli stimoli giusti, la gente risponde positivamente”. Riscontro positivo (come le iniziative già fatte dimostrano) del pubblico, che premia, gratifica e arricchisce questi fotografi, ricaricandoli di nuovo entusiasmo e incoraggiandoli a fare nuove ricerche e organizzare nuovi eventi. Forse qui il cerchio si chiude.

Anna Terranova
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