Cultura Taormina 17/06/2014 07:29 Notizia letta: 4920 volte

Italo di Alessia Scarso, tra Beethoven e Hachiko

Nessuna concessione all’oleografia
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Taormina - Tutti pazzi per Italo, un bellissimo "crossover" tra golden retriever e qualcos'altro. Ha una "tipologia attoriale" che sembra stare a metà tra Beethoven e Hachiko ed è lui il protagonista del film che porta il suo nome, della giovane modicana Alessia Scarso. Si tratta un'opera prima tenuta a battesimo ieri al Taofilmfest, mentore e pigmalione la Sicilia Film Commission che è stata grande "fiancheggiatrice" del Festival, di questa difficile edizione specialmente, come a buon diritto sottolinea il direttore Mario Sesti. E la giovane regista, osserva Alessandro Rais, direttore del Dipartimento regionale di turismo, sport e spettacolo nonché critico cinematografico, fa parte di una «benefica covata di esordienti» tra cui brillano Emma Dante (esordiente come cineasta, s'intende!), Sebastiano Riso, Piazza e Grassadonia, Edoardo Morabito.
In una Scicli da fiaba (ma senza troppe concessioni all'oleografia) scorrazza Italo, cane gentiluomo: presenzia a matrimoni, battesimi, funerali; caccia via i trasgressori dall'area pedonale, staziona davanti alla scuola in attesa dei suoi compagni di gioco, i bambini, e alla sera "stacca" per scortare a casa la barista dopo averla realmente salvata da un tentativo di stupro.
Intorno a Italo, una nutrita squadra di attori: Marco Bocci e Iena Radoncich sono gli unici "stranieri" poi ci sono i "nostri" Barbara Tabita, Tuccio Musumeci, Lucia Sardo, Marcello Perracchio, Andrea Tidona, Saro Minardi, Riccardo Tarci.
«Sono uno dei vecchietti brontoloni del paese che ha da ridire su tutta Scicli - dice Perracchio - La regista ha utilizzato molti talenti del ragusano dove esiste un vivaio d'attori: gran belle "maschere" senza un teatro. Il vantaggio di prestare la mia esperienza ad un'opera prima? Poter offrire il mio senso di responsabilità e spendermi totalmente per il bene della causa».
Non ha i capelli rosso fuoco, l'"assessore" aspirante sindaco Barbara Tabita, ma i richiami a certe personalità dirompenti della politica siciliana al femminile arrivano eccome. «Il paese di Scicli ha sposato in pieno il progetto forse perché innamorato del "concittadino" Italo», dice la Tabita, pronta a ricominciare dalla fiction per poi volare in Russia per un film "anche" sulla Sicilia. «Ero sinceramente allarmata dai preparativi della festa del paese e invece mi sono ritrovata a sfilare alla processione come fossi davvero il vicesindaco».
Dulcis (dolce-amaro, forse) in fundo, l'uomo e la maschera. Tuccio Musumeci dà volto ad un filosofo muto del paese, una sorta di "scheletru c'a tussi" di Scicli: «E' un personaggio realmente esistito e la cosa m'ha intrigato molto a parte che sono un accanito cinofilo. Alessia Scarso venne a cercarmi al Vasquez di Siracusa ma presto sarò io a cercare a lei: le manderò un mio soggetto che ha in mano anche Gianni Clementi. Vedremo se arriva prima il cinema o il teatro».

La Sicilia