Lettere in redazione Pozzallo 17/06/2014 16:59 Notizia letta: 2595 volte

Noi, pellegrini a Compostela

Riceviamo e pubblichiamo
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Pozzallo -  4 giugno ore 12.00, cattedrale  di san Giacomo a Santiago de Compostela: vengono scanditi i nomi dei pellegrini che hanno concluso il cammino. Tra i nominativi vi sono quelli di Sigona Elvio, Iozzia Alberto, Parisi Antonino, Antonuccio Salvatore, tutti dell’associazione MTB FK di Pozzallo.

È una data storica perché per la prima volta dei cittadini di Pozzallo e forse anche della provincia Iblea, hanno percorso per il cammino di Santiago in bici. Un percorso denso di spiritualità e di sacrificio, che ha portato il fisico dei nostri portacolori pozzallesi a confrontarsi con la natura e a mettersi alla prova, aiutati solo dall’ambizione e dalla forza di volontà di portare a termine nel minor tempo possibile il cammino, che per un ciclista rappresenta la prova da superare in termini sportivi, mentre per un cristiano, in termini spirituali, rappresenta la croce che ogni pellegrino deve portare alla meta, che in questo caso è il santuario di Santiago de Compostela (Spagna), come fatto dall’apostolo San Giacomo. In soli 4 giorni, a tappe forzate ma programmate con minuziosità e pazienza prima della partenza, i nostri pellegrini riescono a coprire i quasi 500 km da Salamanca, città storicamente famosa per l’università più antica di Spagna, posta sull’altopiano spagnolo nella comunità della Castiglia e Leòn a circa 200 km da Madrid, alla meta. Bellissimi scenari hanno accompagnato il viaggio, passando dai territori dell’altopiano di Salamanca, posta ad un altitudine di circa 800 metri  s.l.m, fino alle porte della Galizia dove i nostri pellegrini si sono confrontati con  le dure salite e gli estenuanti saliscendi che hanno messo alla prova le gambe ed il fisico.I ciclisti pozzallesi sembravano a volte di trascinarsi faticosamente lungo il percorso,  suddiviso equamente tra strade asfaltate e percorsi sterrati, questo a causa del peso delle bici in dotazione che arrivava a più di 30 Kg. La meta giorno dopo giorno si avvicinava sempre di più, i nostri pellegrini ne erano consapevoli, ma le temperature che andavano dai 10 gradi la mattina ai 25 gradi la sera, rendevano il tragitto molto più arduo; il vento, che dopo le 13 fronteggiava il cammino rendendo più stancante la pedalata, era nemico per i nostri avventurieri. Ogni giorno però  i km da percorrere diventavano sempre meno, le ore di pedalata si facevano largo tra la miriade di pellegrini che si incontravano lungo il cammino, passando oltre, ognuno per la propria strada, con la stessa meta ma con i propri tempi, così come nella vita, ognuno con i propri dilemmi e le proprie preghiere.

Ogni giorno personaggi diversi di diverse nazionalità si spingono a percorrere questo cammino, chi spinto dalla spiritualità, chi per esperienza personale, chi per superare una prova, ogni scopo ti porta a percorrere un cammino che per un motivo o per un altro ti porta a riflettere, a confrontarti con te stesso, facendo quello che più ti piace  ovvero andare in bici ogni giorno mediamente per 8 ore, passare oltre gli ostacoli della vita sempre con il sorriso e non abbattersi a fronte delle difficoltà che la vita quotidiana ti pone, ma affrontandole cercando di superarle e soprattutto avere la possibilità e la fortuna di poter trovare degli amici che possano condividere il cammino pieno di gioia e sofferenza scambiandosi fiducia reciproca. Bello e toccante l’incoraggiamento dato dalle altre persone che si incontrano nel cammino, che a modo loro con le loro lingue danno forza assieme ai tanti spagnoli che ti incitano con il caratteristico “Buon camino”. Questa è stata la nostra esperienza. Tante sono state le persone che hanno chiesto una preghiera e tantissime sono state le preghiere che abbiamo fatto per tutti  conoscenti e non, culminando il nostro cammino con l’abbraccio alla statua di San Giacomo a Compostela.

Lettera firmata