Attualità Vittoria 22/06/2014 09:21 Notizia letta: 1762 volte

Chiusi in casa dalla rete ferroviaria

Una situazione assurda
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Vittoria - Chiusi in casa per colpa della rete ferroviaria. A denunciarlo tre famiglie residenti in contrada Marangio, località Surdi, alla periferia Est della città le cui case ricadono nelle vicinanze del passaggio a livello di via Generale Cascino, già noto per le denunce di mancata chiusura delle sbarre durante il passaggio del treno.
Il “caso” però questa volta riguarda la la linea ferrata che, qualche metro dopo, si interpone nel percorso quotidiano di queste tre famiglie per entrare o uscire di casa. “Per decenni- denunciano- ci siamo accontentati, si fa per dire, di accedere ai nostri poderi attraverso delle sbarre improvvisate di fil di ferro e catene, ma non abbiamo mai smesso di chiedere una soluzione definitiva alla vicenda, anche perché i disagi, negli anni, non sono mancati”. “Basti pensare- afferma il signor Crisafulli- che un nostro congiunto ha un procedimento in corso perché Rfi lo ritiene responsabile di aver bloccato il transito del treno. Dovremmo forse chiedere ad amici e parenti di imparare a memoria gli orari dei treni ed agire di conseguenza? Dobbiamo insegnare questi orari anche agli sconosciuti, adulti o bambini, che attraversano la zona a piedi?”. In passato la soluzione sembrava essere vicina: il Comune aveva pensato di costruire una strada alternativa ed aveva ottenuto il via libera della Rete Ferroviaria. La mancanza di disponibilità economica, però, ha bloccato il progetto.
La soluzione Rfi l'avrebbe trovata qualche giorno fa, ma ai residenti non piace per nulla: “Senza alcun preavviso giovedì pomeriggio, all'ora di pranzo, hanno installato una catena e dei lucchetti per bloccare il passaggio. Non hanno nemmeno citofonato per avvisarci ed alcuni di noi non sono potuti tornare a lavoro nel pomeriggio, trovandosi costretti a chiedere ai colleghi un passaggio”. Per spiegare la decisione Rfi avrebbe lasciato solo un foglio di carta con dei numeri di telefono, cellulare, da contattare. “Dobbiamo forse chiamare quei numeri ogni volta che abbiamo necessità di entrare o uscire da casa? ad ogni ora del giorno e della notte? E se violiamo il lucchetto magari rischiamo pure l'accusa di aver commesso un reato”.
“Praticamente- aggiungono i residenti in una nota diffusa alla stampa- non solo non sono state costruite le sbarre elettroniche, ma ora ci viene negato persino il diritto di potere accedere o uscire dalle nostre case”. Del caso, fanno sapere le tre famiglie che intanto hanno anche intenzione di depositare una formale denuncia-querela ai Carabinieri di Vittoria, sono già stati informati il Sindaco e la Prefettura.
“Chiediamo agli organi di informazione- aggiungono- attenzione nei confronti di questa vicenda che, siamo certi, sarebbe già stata risolta da tempo se al posto nostro in quei poderi ci avesse abitato un ministro o un politico. Ci auguriamo che il nostro appello venga raccolto da chi di competenza e soprattutto che la situazione venga risolta al più presto”.
 

Nadia d'Amato
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