Lettere in redazione Ispica 25/06/2014 08:39 Notizia letta: 3500 volte

Monaca: le verità nascoste sul dissesto

Ci scrive il consigliere di opposizione
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Ispica - Cresce il mio sgomento nel leggere gli svariati commenti e comunicati diffusi in merito ai fatti accaduti durante l’ultima seduta del consiglio comunale, chiamato ad esprimersi sulla possibilità di procedere all’annullamento della delibera con cui è stato dichiarato il dissesto finanziario del Comune di Ispica.
Resto allibito di fronte al fatto che neppure dinnanzi a una situazione di estrema gravità come quella che sta vivendo la nostra città, non si avverta l’esigenza prioritaria di informare correttamente i propri concittadini e di agire secondo legalità e correttezza.
A quanto pare, ad alcune forze politiche appare più proficuo creare illusioni, cavalcando l’onda della demagogia, spacciandosi per pseudo salvatori della patria.
Perché questo è ciò che stanno facendo i miei colleghi consiglieri del PD e del NCD, ingenerando la falsa credenza che ad Ispica il dissesto poteva essere annullato e soprattutto che chi, come me, ha votato contro l’annullamento, lo abbia fatto perché non ha a cuore gli interessi del nostro Comune o, peggio, per misere beghe personali.
Ancora più grave è che si voglia spacciare per coraggioso quello che invece è un atteggiamento di mero opportunismo, il cui unico obiettivo è quello di ottenere consensi screditando gli avversari politici.
Il dissesto non piace a nessuno, questo è certo. Né tantomeno qualcuno avrebbe pensato di opporsi alla possibilità di annullarlo ove ciò fosse stato possibile.
La verità è un’altra e onesto è chi ha il coraggio di raccontarla, nonostante non sia quella gradita alla maggioranza.
Lunedì sera, in sede di consiglio comunale, c’è stato un lungo confronto sulla possibilità di annullare la dichiarazione di dissesto del Comune, si è discusso sulla procedura e si sono verificati i margini di fattibilità.
Dinnanzi alle argomentazioni che ostano a tale annullamento, nessun consigliere del PD o del NCD ha opposto le proprie osservazioni contrarie, nessuno ha preso il microfono per smentire uno solo dei tanti documenti citati per dimostrare l’impossibilità giuridica di annullare la dichiarazione di dissesto. Nessun dirigente ha preso la parola e in un altrettanto silenzio imbarazzante si è chiuso il Segretario comunale, che della legalità dovrebbe essere il garante. Quanto al Sindaco, si è limitato a recitare il solito e ripetitivo discorso di routine.
In altre parole, nessuna argomentazione è stata addotta a sostegno del legittimo annullamento del dissesto.
Perché in effetti a nessuno sembra interessare se tale annullamento sia possibile o meno.
Del resto, perché dovrebbe importare? Potremmo intanto adottare la soluzione più “gradevole” e lasciare che le conseguenze ricadano su chi verrà dopo di noi.
Insomma, agire come si è fatto sino ad ora.
Noi però non ci stiamo. Noi non vogliamo seppellire la verità. Anche a danno del nostro indice di gradimento. Perché i problemi non vanno nascosti ma affrontati.
Ecco perché io ed altri colleghi consiglieri abbiamo proposto di richiedere un parere alla Corte dei Conti affinché fosse proprio tale organo, unico competente per legge in materia di dissesto finanziario, a chiarire se e come al Comune di Ispica si possa procedere all’annullamento proposto dall’amministrazione.
Per evitare di agire contro la legge, costringendo il Comune a nuovi e dispendiosi contenziosi, i cui effetti negativi ricadrebbero, badate bene, non sugli “impavidi consiglieri” che hanno votato a favore dell’annullamento bensì sui cittadini.
Una proposta che però non ha trovato alcun favore nella maggioranza e nei colleghi del PD, forse perché tutti già consapevoli di quale sarebbe stata la risposta al quesito!
I miei colleghi del PD e del NCD, al contrario, vogliono solo dimostrare che tra i consiglieri ci sono i buoni e i cattivi e che noi saremmo i cattivi perché gridiamo che il Comune di Ispica ha un ammontare di debiti che supera i 25 milioni di euro, che solo nell’anno 2013 ci sono fatture non pagate per oltre 2 milioni di euro, che la Cassa Depositi e Presiti ha revocato un finanziamento precedentemente erogato al Comune, di 12 milioni di euro, perché venuta a conoscenza di una falsa dichiarazione resa dall’Ente che attualmente stiamo pagando 700 euro al giorno di interessi perché non abbiamo provveduto alla loro restituzione.
Noi però pensiamo che la verità vada raccontata. Anche se non è piacevole. E che i problemi vadano risolti percorrendo le vie della legalità. Altrimenti non esisteranno soluzioni ma solo “inefficaci accomodamenti”. E non potremo garantire alcun futuro alle generazioni successive.
La dichiarazione del dissesto imposta dalla Corte dei Conti non deve essere considerata come una vergogna bensì come uno strumento di risanamento. La vera vergogna dovrebbe provarla chi è responsabile dei debiti che hanno portato al dissesto.
La partita che ora dovremmo giocare tutti è quella che ci consentirà di ripartire dal dissesto.
Basta gettare fango solo per apparire i migliori.
Basta costruire il proprio consenso sulle menzogne.
Non è di questo che Ispica ha bisogno.

Paolo Monaca