Attualità Vittoria 26/06/2014 23:04 Notizia letta: 5249 volte

Celebrati i funerali di Turi Giarratana

Un uomo creativo
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Vittoria - Si sono svolti mercoledì pomeriggio i funerali di Salvatore Giarratana, noto ristoratore vittoriese stroncato da un infarto mentre, nella sua casa di Scoglitti stava guardando la partita di calcio Italia-Uruguay. La gara era ancora ferma sullo 0-0, quando è stato colto da malore. Fra i primi a soccorrerlo Salvatore Barravecchia, presidente del Vittoria calcio ed infermiere di professione, che si è prodigato in un disperato massaggio cardiaco, continuato fino all'arrivo dell'ambulanza. All'ospedale “Guzzardi” di Vittoria, però, il suo cuore si è fermato per sempre.

Quando la notizia ha iniziato a diffondersi in città molti hanno pensato che Turi Giarratana (come amava essere chiamato) ne avesse combinata “una delle sue” e se lo immaginavano già pronto a prendere in giro quanti avevano commentato, magari sui social network, la sua improvvisa scomparsa. Alla fine, purtroppo, era tutto vero.
60 anni, titolare dei locali “Né picca né assai”, in via Rosario Cancellieri, a Vittoria, del “Viri ku c’è”, sul lungomare Lanterna a Scoglitti e del “Al desco di Agnese” a Ragusa ibla, Giarratana aveva di recente aperto anche una sala ricevimenti a Vittoria, la “Sala Maltese”, in via Bari. 
In città era molto noto per la capacità di creare dal nulla dei locali, per poi cederli e ripartire con un'altra nuova idea che ben presto riusciva a concretizzare e portare al top. La Basilica di San Giovanni Battista non è bastata a contenere amici, parenti e collaboratori. Anche se abituato a dire sempre tutto ciò che gli passava per la testa, scontrandosi per questo spesso con molti, tutti apprezzavano il suo talento imprenditoriale e la creatività che, qualche anno fa, lo avevano anche portato a scrivere un romanzo, il thriller, intitolato “La verità oltre le nuvole”. Un'opera subito apprezzata da Mario Ferraro che aveva subito deciso di mettersi all'opera per farne un film, grazie anche alla sceneggiatrice Antonella Bologna.Ferraro, ragusano, presente nell’entourage della fiction del Commissario Montalbano da almeno 15 anni, già lo scorso anno ha contattato Francesco Aprile proponendogli la regia del film, a condizioni che si avvalga della professionalità di attori rigorosamente iblei ed aveva subito ricevuto il suo consenso. Lo scopo di tutti era quello di valorizzare tutte le competenze e le professionalità che in questi anni si sono formate a Ragusa, riuscendo ad emergere a livello provinciale e nazionale. E chissà che anche questo sogno, questa idea nata dal nulla nella mente di Turi Giarratana, non diventi un successo cinematografico e letterario.
 

Nadia d'Amato
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