Messina 26/06/2014 09:32 Notizia letta: 3473 volte

Poliziotti si fingono parenti del malato e lo arrestano

Si tratta di Massimiliano Ragona
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Ragusa -  Gli uomini della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine della Polizia di Stato della Questura di Ragusa, hanno arrestato a Messina Ragona Massimiliano nato a Ragusa il 09.08.1977 ed ivi residente in quanto deve ancora espiare 2 anni di pena per diversi reati contro il patrimonio.
La Polizia di Stato ha eseguito il provvedimento di cattura emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti (ME) a seguito del decreto del Magistrato di Sorveglianza di Siracusa, in quanto l’uomo nonostante fosse beneficiario di una misura alternativa alla pena per problemi di salute, non ottemperava in alcun modo alle prescrizioni del giudice, pertanto è tornato in carcere per espiare la pena di anni 2.
Ragona, soggetto noto alla Squadra Mobile ragusana in quanto pluripregiudicato per i reati di rapina, furto aggravato, traffico stupefacenti, detenzione d’armi, truffa, evasione, inosservanza dei provvedimenti del giudice, si trovava ricoverato in una struttura sanitaria di Messina ed è stato individuato grazie all’aiuto proprio del personale che lo aveva in cura.
In data 20 giugno la Polizia di Stato di Ragusa veniva informata di dover catturare Ragona e pertanto si attivava per le ricerche in considerazione del fatto che aveva fatto perdere le proprie tracce ormai da giorni.
A seguito delle indagini espletate dalla Squadra Mobile in collaborazione con la Divisione Anticrimine che aveva in carico il soggetto, i poliziotti individuavano il target da catturare nella Provincia di Messina presso una struttura sanitaria.
In data 21 giugno, al fine di evitare possibili fughe del soggetto, i poliziotti si sono finti parenti di alcuni pazienti ricoverati nella stessa stanza e dopo aver avuto certezza sull’identità di Ragona, lo stesso veniva ammanettato e condotto al carcere di Messina per espiare la pena.
“La Polizia di Stato ha risposto immediatamente alle esigenze della collettività, considerato che la Procura della Repubblica di Patti presso il Tribunale di Messina aveva dato mandato per la cattura poche ore prima dell’individuazione presso la struttura sanitaria nella quale si era rifugiato, il tutto a beneficio dei cittadini”.

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