Cronaca Pozzallo 26/06/2014 18:18 Notizia letta: 4470 volte

Donna accende scaldabagno a legna con alcol, ustioni in tutto il corpo

Manovra incauta
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Pozzallo - È rimasta ustionata sul cinquanta per centro del corpo. L’incauta decisione di ravvivare le fiamme dello scaldabagno a legna della propria abitazione con l’ausilio di una bottiglia di alcool è costato molto caro alla 60enne C.R., di origini modicane residente nella frazione rurale di Frigintini, in territorio di Modica. La donna si trova adesso ricoverata al centro grandi ustionati dell’ospedale ‘Cannizzaro’ di Catania. La prognosi è riservata.
La donna stava armeggiando martedì mattina nello scaldabagno a legna della sua abitazione utilizzando un flacone di alcool, gettandolo sul fuoco per ravvivarlo, ma c’è stato un ritorno di fiamme. La 60enne è stata investita da una vampata. Il fuoco le ha colpito sopprattutto il viso, le mani e le braccia, che si trovavano più esposti. A soccorrerla sono stati alcuni familiari che abitano non lontano da lei e i vicini, richiamati sul posto dalle forti grida di dolore della donna.
Orribile la scena che si è presentata agli occbi di chi accorreva per aiutarla. Sono stati chiamati immediatamente i soccorsi ed è presto giunta sul posto un’autoambulanza, che ha trasportato d’urgenza la 60enne ustionata al Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica. Qui le sono state prestate le prime cure del caso. I medici, dopo un consulto, hanno deciso, quindi, per il trasferimento in elisoccorso al centro specializzato dell’ospedale Cannizzaro di Catania. Il trasferimento si è registrato nel pomeriggio. La donna è in prognosi riservata. È costantemente monitorata da un’equipe di medici e più volte al giorno le vengono sostituiti i medicamenti sulle ustioni.
Soltanto quando il quadro clinico migliorerà, sarà vagliata dai medici del nosocomio etneo la possibilità di intervenire chirurgicamente, con degli innesti cutanei, per ridurre gli inestesismi lasciati dalle profonde ustioni sul corpo della paziente.
Utilizzare l’alcool per rinvenrdire il fuoco è purtroppo una prassi assai diffusa ed errata, come da sempre risaputo, vista la facilità con cui si può registrare il ritorno della fiamma verso il contenitore liquido altamente infiammabile, chi si appresta al barbecue. Esistono materiali appositamente studiati per le braci utili per fare accendere il fuoco in tempi celeri, ma la via breve dell’alcool, seppure antica come il mondo, è davvero pericolosa.

Valentina Raffa
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