Attualità Ragusa 27/06/2014 19:37 Notizia letta: 6355 volte

E' morto il pittore Giorgio Cavalieri

Semisconosciuto e apprezzato
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Ragusa- È morto a Ragusa, la sua città, Giorgio Cavalieri. Pittore. La morte è di qualche settimana fa, ma io ho avuto la notizia solo adesso. Del resto, era da prevedere, considerato lo stile di vita di questo artista ibleo.
Semisconosciuto ed apprezzato. Mai analizzato e però presente in tantissime case cittadine (e non solo). Giorgio Cavalieri viveva della sua arte. Dipingeva, quasi esclusivamente ad olio su tela, e poi vendeva i suoi quadri. Ne sono pieni i salotti ed i corridoi di migliaia di case ragusane, quelle della piccola, piccolissima borghesia. Quadri di medie dimensioni, quasi sempre paesaggi tipicamente iblei oppure ritratti. Questi ultimi su commissione (e non pochi i nudi).
Pittore iperrealista, era apprezzato proprio per questo suo stile, per questa sua arte che incontrava perfettamente i gusti di un certo mercato. Naturalmente, per gli stessi identici motivi che lo facevano apprezzare dai tanti, era dai pochi fortemente osteggiato, criticato, diffamato. I pochi, però quelli importanti. I critici, i letterati e soprattutto i suoi “colleghi” pittori, quelli delle avanguardie e quelli della elite, che spesso per vivere fanno altro. Però a loro non poteva piacere un ragusano che pennelli alla mano e colori realistici dipingeva – e vendeva – quadri che per loro potevano essere considerato solo e soltanto alla stregua di carta da parati.
Chi scrive non è in condizioni di potere esprimere opinioni sui fatti d’arte, e però posso certamente celebrare la memoria di un mio concittadino che ha vissuto sempre all’ombra, un passo indietro, innamorato solo della sua arte e della sua città, della sua gente. Non è un caso che alle sostanziali e sostanziose offerte per trasferirsi, armi e bagagli, a Milano per intraprendere l’attività di ritrattista in quella ricca metropoli, preferì rimanere a Ragusa, dove comunque riusciva a condurre una vita più che dignitosa, grazie al suo talento, alla sua arte, che sarà stata anche “elementare”, “didascalica”, “scolastica”, e forse proprio per questo apprezzata da migliaia di suoi concittadini, per chiudere il cerchio.

Saro Distefano
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