Cronaca Ragusa 27/06/2014 13:48 Notizia letta: 6947 volte

Si masturba davanti a ragazzina, scoperto da mamma detective

Lui è un 22enne
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Ragusa - La squadra mobile di Ragusa ha denunciato S.F., 22 anni per atti osceni in luogo pubblico e corruzione di minorenni. Una mamma di una ragazzina di 12 anni, accompagnava la figlia e la sua amichetta in un fast food a Ragusa ed aspettava all’esterno del locale in macchina. Durante l’attesa, la mamma riceveva una telefonata della figlia che impaurita raccontava di vedere un ragazzo davanti a lei che faceva “cose strane” e la fissava. La mamma stava per entrare subito dentro perché aveva capito di cosa si trattasse ma la figlia le diceva di stare tranquilla perché stava per andare via e non c’erano pericoli.
La giovane donna, con un non comune senso del dovere, si faceva descrivere il ragazzo ed attendeva nel parcheggio al fine di individuare il giovane. Dopo pochi secondi usciva il ragazzo che si dirigeva verso l’auto, saliva a bordo e si allontanava ma la “mamma detective” purtroppo non riusciva a prendere il numero completo della targa ma solo due lettere.
Immediatamente contattava il 113 ed interveniva una Volante che rassicurava madre, figlia e compagnetta e si metteva subito alla ricerca del veicolo, ma purtroppo con i pochi elementi acquisiti le l’attività davano esito negativo.
Il giorno dopo la mamma e la figlia venivano convocate in Questura presso gli uffici della Squadra Mobile dove presentavano formale denuncia nei confronti di questo giovane all’epoca ignoto. La piccola e la madre avevano qualche difficoltà nel raccontare quanto accaduto, in considerazione del fatto che il ragazzo si era masturbato davanti ad una bimba di 12 anni non curante peraltro di trovarsi un luogo pubblico. Grazie all’aiuto di personale specializzato la bambina riusciva a raccontare ogni minimo particolare e dettaglio, ripetendo spesso le parole “lui ci guardava, ci fissava negli occhi e ogni tanto sorrideva; con la mano faceva su e giù”.
Raccolta la denuncia e gli elementi d’indagine necessari per ricercare in banca dati ogni utile dettaglio, le vittime venivano congedate e gli investigatori iniziavano le loro indagini.
Pochi giorni sono bastati agli agenti di Polizia della Squadra Mobile per arrivare all’esatta identità di alcuni sospettati, in quanto gli elementi della targa parziale fornita dalla mamma della piccola corrispondevano ad alcuni dati già inseriti in banca dati di un giovane che pochi mesi orsono era già stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico a Ragusa.
Adesso la sua posizione è al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa e rischia fino a 3 anni di carcere. 

Redazione