Attualità Vittoria 30/06/2014 21:15 Notizia letta: 2451 volte

Vittoria preoccupata per lo sciopero dei netturbini

Previsto per l'8 e il 9 luglio
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Vittoria - Sap ancora nel caos. L'azienda che gestisce il servizio di nettezza urbana a Vittoria continua a registrare le proteste dei dipendenti comunali e se da un lato sono già state proclamate, dagli operatori ecologici, altre 2 giornate di sciopero per martedì 8 luglio e mercoledì 9, dall'altro i sindacati continuano a lottare per garantire un futuro anche agli ultimi dipendenti che ancora lavorano in virtù del contratto siglato con l'Amiu, la municipalizzata che gestiva il servizio prima della sua privatizzazione.
Si tratta di nove lavoratori il cui contratto scade a luglio e che l'azienda era disponibile a mantenere in organico solo se gli stessi erano pronti a rinunciare al livello acquisito. “Questi- sarebbe stato detto loro- verranno modificati a seconda delle esigenze della società che ha sostituito l'Amiu nella gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani e di tutti gli altri servizi che, fino a pochi mesi fa, erano di competenza dell'Azienda Municipalizzata di Igiene Urbana”. Una ipotesi che, ovviamente, non piace alle organizzazioni dei lavoratori e che venerdì mattina è stata discussa in Prefettura alla presenza delle Rsa, del Sindaco di Vittoria e di alcuni esponenti della stessa Sap. “Il comune- dichiara Eugenio Palermo, segretario generale Ugl-Ragusa- ha fatto la sua parte, richiedendo alla Sap di mantenere quanto previsto dal contratto e di migliorare, quindi i servizi. Per farlo avranno sicuramente bisogno di altro personale e questo farebbe decadere il rischio di licenziamento. Dal canto nostro, abbiamo detto che i lavoratori in questione sono disposti ad una deroga: sono pronti a svolgere mansioni di livello anche inferiore a quello acquisito, pur mantenendolo”. La ditta ha chiesto qualche giorno per decidere e la riunione è stata pertanto aggiornata al prossimo 3 luglio, sempre in Prefettura”.
Intanto prosegue la vertenza scaturita, fanno sapere le tre sigle sindacali, non solo dal ritardo nel pagamento degli stipendi, ma anche dalla “mancata consegna dei buoni pasto, dai turni di lavoro massacranti, dai riposi compensativi non usufruiti, dal superamento del monte ore annuo del lavoro straordinario (non retribuito) e dal mancato rispetto della legge sulla sicurezza dei lavoratori”. La protesta, inoltre, prevede per lunedì 7, in tutti i fine turno, 2 ore di assemblea sindacale e da venerdì 11 a lunedì 14 l’astensione collettiva dal lavoro straordinario”.

Nadia d'Amato