Cronaca Pozzallo 03/07/2014 00:28 Notizia letta: 3236 volte

Sbarchi, la disperazione di Pozzallo

Parla il sindaco
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/03-07-2014/sbarchi-la-disperazione-di-pozzallo-500.jpg

Pozzallo - I morti non si contano più. E al dolore e all’impotenza dinanzi a un esodo biblico, si affiancano le difficoltà per fronteggiare l’emergenza. Mancano i posti negli obitori, che sono già occupati dalle vittime di precedenti tragedie del mare, non ci sono posti nei cimiteri.
Il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, aveva lanciato lunedì un appello e in suo aiuto era arrivata puntuale la solidarietà degli altri primi cittadini, pronti a mettere a disposizione quei pochi posti degli obitori delle proprie città. Troppo pochi comunque per accogliere i 30 corpi giunti dell’ultima tragedia del mare, giunti ieri al porto di Pozzallo ancora all’interno del luogo angusto dove erano stipati sul barcone della speranza, trainato dalla fregata Grecale della Marina militare italiana sopraggiunta in soccorso del natante nelle acque a Sud di Lampedusa.
Fortunatamente la soluzione che potrebbe rivelarsi definitiva è stata trovata. La Protezione civile provinciale ha messo a disposizione dell’autorità giudiziaria una cella frigo ampia, capace di contenere una ventina di cadaveri e, una volta modificata ad hoc con delle mensole, tutti e 30 i corpi.
“Spetta adesso alla Procura della Repubblica di Ragusa dare il placet per l’utilizzazione della cella frigo – dice il sindaco di Pozzallo, Ammatuna – ma dovrà passare ancora qualche giorno, visto che probabilmente sarà disposta l’autopsia sugli immigrati deceduti durante la traversata dalle coste libiche verso quelle siciliane”.
E una cella frigo aveva rappresentato la soluzione anche nella tragedia del 30 settembre, quando annegarono 13 persone a Punta Pisciotto, fatte tuffare in acqua a suon di frustate dagli scafisti, malgrado non sapessero nuotare. Fu un privato a mettere a disposizione del Comune di Scicli un Iveco dotato di cella frigo. Ma dopo 18 giorni si dovette ricorrere velocemente ai ripari perché il motore si bruciò e i corpi sarebbero andati a male. Ci vollero 3.500 euro tra riparazione e bare che furono realizzate in economia in compensato marino da un falegname locale su idea del sindaco, Franco Susino.
È una tragedia nella tragedia dovere pensare ai posti e ai costi, quando non si contano più i morti. Ma è necessario farlo. Mancano i posti anche in cimitero e le salme saranno inumate in un secondo tempo nei diversi Comuni che hanno dato la loro disponibilità. Una salma a destra e una a manca, quando c’è un terreno messo a disposizione dal fondatore e presidente del Movimento Diritti civili, Franco Corbelli, a Torano Castello, in provincia di Cosenza. Ereditato dall’amata mamma scomparsa due anni fa, lo dona per dare dignità nella sepoltura agli immigrati. Corbelli attende che il presidente del Consiglio Matteo Renzi gli dia ascolto.

Valentina Raffa