Economia Palermo 10/07/2014 21:49 Notizia letta: 2396 volte

Crocetta dice no alla deindustrializzazione della Sicilia

L'ira funesta contro Eni
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Palermo - Modelli di sviluppo non credibili e discriminanti per la Sicilia.
La furia di Crocetta contro Eni continua e non accenna ad arrestarsi, dopo la notizia della chiusura della raffineria di Gela e dei mancati investimenti per Priolo e stabilimenti collegati.
"Dalla crisi si esce con piani credibili di rilancio e di riconversione, non con le dismissioni o con la promessa di futuri quanto aleatori investimenti". E' quanto si legge in una nota della Presidenza della Regione siciliana a conclusione dell'incontro tra il governatore Rosario Crocetta e i rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil, finalizzato a valutare la situazione degli stabilimenti Eni in Sicilia e in particolare le notizie anticipate dalla stessa Eni di dismissione delle aree industriali di Gela e Priolo.

E' la Sicilia intera ad essere messa in discussione dal piano industriale di eni voluto dal nuovo amministratore delegato Claudio Descalzi.

"La Presidenza della Regione e i sindacati su questo tema parlano lo stesso linguaggio dei lavoratori del Petrolchimico e degli enti locali, fortemente preoccupati sulle prospettive porterebbero alla perdita di migliaia di posti di lavoro -si legge in una nota del governatore - Regione e sindacati ravvisano nella scelta dell'Eni una linea profondamente antimeridionalista che deindustrializza il sud, aggravando i problemi economici e di divario sociale che le regioni meridionali vivono". E ancora: "governo e sindacati, hanno già registrato in passato da parte dell'industria nazionale profonde delusioni, vedi caso Fiat, laddove sono arrivate solo dismissioni e non investimenti; governo e sindacati ritengono che la vertenza Eni sia regionale e meridionale e pertanto nazionale, sono in discussione le politiche nei confronti del Mezzogiorno che non può vivere di finanza assistita, ma di lavoro e sviluppo produttivo".

Giuseppe Savà