Attualità Modica 11/07/2014 10:33 Notizia letta: 82 volte

Dall’Ohio a Modica per festeggiare i 70 anni

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Modica - Torna da Sandusky, cittadina dell’ Ohio, per festeggiare nella sua Modica i 70 anni portando con sé anche la seconda e la terza generazione. E’ la storia di Giorgio Sortino. L’idea è stata del fratello James, 63 anni, che, insieme a sua moglie Rosaria Candiano, ha organizzato un vero e proprio “sbarco” a Modica: sono arrivati in 26 dagli States perché Giorgio e James hanno voluto portare in terra iblea anche figli e nipoti, che hanno tutti nomi italiani. Dopo il taglio della torta insieme a parenti e amici modicani nei giorni scorsi, la famiglia Sortino a bordo di un pullman ha girato la Sicilia e a fine tour ha anche incontrato il Papa. Giorgio e James sono figli di Michele Sortino che negli anni ’40 aveva una sala da barbiere in corso Umberto (ora sala Scolaro) e che poi aprì la prima cartoleria di Modica, al centro di piazza Matteotti, portando per primo nella città, nel 1947, la macchina da scrivere Olivetti. La morte della moglie quando Giorgio aveva solo sette anni indusse Michele Sortino nel 1952 a partire a Sandusky per lenire il dolore. Lì, insieme agli iniziali problemi per la lingua, ebbe l’idea di un albergo “La riviera” e della Sortino’s trattoria ma continuò a mantenere costanti contatti con Modica, nonostante i dieci giorni di viaggio necessari a coprire le distanze e sciclitana fu anche la seconda moglie, la madre di James nato in America. Giorgio, rispolverando con una perfetta cadenza il dialetto modicano, ricorda l’impatto con l’odiata uniforme della nuova scuola americana. “Mi ha emozionato soprattutto rivedere la mia casa in strada Correri, la sala da barba di mio padre, mangiare la ricotta modicana e il pesce locale, sentire il profumo autentico delle focacce”. Poi, taglia la torta ricordando il padre, ringraziando le due mamme e le nonne che lo hanno cresciuto e commuovendosi all’abbraccio del figlio Michele che lo chiama “my hero”. Rosaria Candiano, l’interprete del gruppo ci racconta: “In America mi dà serenità pensare al mare di Marina di Modica e al profumo dei gelsomini”. I fratelli Giorgio e James, esuberante l’uno quanto riservato l’altro, forti di una profonda unione rafforzata dai loro diversi doni, hanno continuato l’attività del padre a Sandusky, cittadina turistica importante che sorge sul noto lago Eire e che ospita il Cedar Point Amusement Park (il primo e il più importante parco divertimenti del mondo ndr). I Sortino Brothers oggi sono nella cittadina un importante gruppo economico e hanno degli hotel, appartenenti a prestigiose catene, che danno lavoro a tante famiglie del luogo. Se alcuni degli hotel sono dati in gestione, i Sortino brothers con le loro famiglie hanno continuato a gestire personalmente, insieme ad alcuni hotel, anche una pizzeria rigorosamente italiana, un importante ristorante americano e un rinomato ristorante italiano “Little Italy”, in cui continuano a proporre cucina modicana preparando ravioli, focacce, arancini, fave, pane impastato nella “maida” ma anche piatti italiani rivisitati con l’originalità americana. “Qui - raccontano - abbiamo soprattutto clienti italiani di terza e quarta generazione che ci abbracciano prima di andare via perché emozionati dai loro ricordi. Quando prepariamo gli arancini non sono meno di 200”. Parecchie materie prime vengono importate dall’Italia. In questa ottica, nel 2013 i fratelli Sortino hanno avviato anche un marchio a base di nero d’avola, sangiovese e syrah prodotto in Sicilia nella zona di Gibellina e dedicato al padre Michele che ha avuto un enorme successo di vendite nell’Ohio; ciò nonostante i fratelli continuano a produrre il vino per il consumo familiare, utilizzando una antica pressa di famiglia proveniente da Scicli. Sulla bottiglia è scritto un modo di dire di papà Michele: Un pasto senza vino è come un giorno senza sole”. Ma non solo negli affari le tradizioni modicane vengono conservate: “La domenica mattina - dice Rosaria Candiano - andiamo a messa tutti insieme. Per Natale ci ritroviamo in cinquanta attorno alla stessa tavola, lo stesso a Pasqua in cui mangiamo “pastizzi” e cassate. Facciamo ancora in casa la conserva di pomodoro per tutto l’anno. Gli amici americani ci invidiano la grande unità familiare. La Sicilia è sempre un incanto. La nostra vita è in America ma il sangue è modicano e ne siamo orgogliosi”.

Giuseppina Franzò