Giudiziaria Modica 20/07/2014 18:59 Notizia letta: 4075 volte

Morte anziano, medico e infermieri indagati

Raggiunti da avviso di garanzia
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Modica - Un medico e due infermieri in servizio all’ospedale Maggiore di Modica sono stati raggiunti da un avviso di garanzia. L’autorità giudiziaria intende fare luce sulla morte di un anziano modicano che, malgrado il ricorso al Pronto soccorso del nosocomio modicano e le cure ricevute, morì poco dopo il suo ingresso. Sono stati i familiari dell’uomo a distanza di quasi due anni a presentare querela in Procura a Ragusa.
Gli operatori sanitari raggiunti dall’avviso di garanzia sono il medico C.R. e gli infermieri L.G. e T.M., questi ultimi difesi dall’avvocato Mario Caruso, del Foro di Modica.
Il presunto caso di malasanità sarebbe da addebitare, secondo l’accusa, a tempi di attesa troppo lunghi, nonostante il paziente stesse davvero male.
I fatti risalgono al 2012. Poco dopo l’1.30 del mattino, l’ultraottantenne fu accompagnato al Pronto soccorso del Maggiore in quanto aveva accusato un malore. Qui erano in servizio i tre operatori sanitari C.R., L.G. e T.M. L’uomo fu visitato, stando alla difesa, al massimo una ventina di minuti dopo l’ingresso nel nosocomio. Troppo tardi, secondo i familiari, per potere salvare la vita al congiunto.
Poco dopo il controllo, l’uomo morì per un infarto davanti agli occhi increduli dei suoi cari, che ora lamentano tempi troppi lunghi d’attesa prima che il congiunto ricevesse le cure necessarie da parte del personale ospedaliero. Questo, secondo loro, perché non era attivo il triage che avrebbe permesso un ingresso più rapido del paziente per rievere assistenza ed essere visitato.
Secondo la difesa, è una prassi che il triage sia chiuso dopo la mezzanotte, in quanto c’è una normativa precisa che ne regolamenta l’apertura notturna a seconda del numero di ingressi.
Quanto accaduto, però, non ha mai convinto i familiari dell’anziano, che ritengono che un intervento più rapido da parte del medico e degli infermieri in servizio avrebbe potuto salvare la vita al loro caro.
La direzione sanitaria dell’ospedale Maggiore a suo tempo avviò un’indagine interna per verificare cosa fosse realmente accaduto e accertare che il comportamento del personale ospedaliero in servizio avesse rispettato il protocollo, sì da individuare eventuali responsabilità in capo a ciascuno. L’esito dell’indagine stabilì che il paziente fosse stato visitato entro tempi ragionevoli e in modo consono a quello che il caso richiedeva, e che il medico e i due infermieri di turno quella notte avessero operato facendo tutto quel che era in loro potere sia durante il controllo sia per scongiurare il decesso dopo l’aggravarsi della situazione.
Valentina Raffa

Valentina Raffa
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