Attualità Marzamemi 22/07/2014 15:26 Notizia letta: 2827 volte

Chiacchiere sotto il fico a Marzamemi

Festival del Cinema di Frontiera
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Marzamemi - Con la proiezione del primo film in concorso Il mondo fino in fondo ha preso il via ieri sera la XIV edizione del Festival internazionale del cinema di frontiera di Marzamemi. Sul palco il regista Alessandro Lunardelli e l’attore protagonista Filippo Scicchitano, che hanno presentato il film, una storia incentrata sul viaggio di due fratelli molto diversi. “Le riprese tra il Cile e la Patagonia sono state abbastanza faticose” ha detto il regista. “È stato bellissimo interpretare questa storia – ha aggiunto l’attore – per me si tratta di un’opera onesta”.

La sezione Chiacchiere sotto il fico è stata inaugurata dalla presentazione del libro Il magico fermacarte dei ragazzi della V D del liceo socio-psico-pedagogico di Pachino. La pubblicazione è stata illustrata dai due insegnanti che hanno curato il progetto, Grazia Maurizia Fiscella e Fabio Cosentino, assieme a una delle giovani scrittrici. L’esperienza, a detta dei protagonisti, è riuscita a “stimolare la creatività sopita”. La seconda parte delle Chiacchiere è invece stata dedicata a Pietro Germi, alla presenza di Aldo Puglisi, protagonista di Sedotta e abbandonata e interprete di Signore e signori. Una straordinaria occasione per ricordare il regista Pietro Germi. Alle parole del critico cinematografico Sebastiano Gesù è stato infine affidato il ricordo dello scrittore e autore cinematografico Vitaliano Brancati.

Oggi la giornata sarà inaugurata dall’incontro con Franco Battiato che presenterà il suo ultimo film Attraversando il bardo. L’appuntamento con il regista e cantautore catanese sarà seguito dalla presentazione di tre libri: Trinacria Park di Massimo Maugeri, Il 49esimo Stato di Stefano Amato e Filosofia in pillole di Davide C. Maria Ortisi.

Per la sezione lungometraggi questa sera, in pizza Regina Margherita, sarà proiettato Hannah Arendt di Margarethe von Trotta. Il film ricostruisce un periodo fondamentale della vita di Hannah Arendt: quello tra il 1960 e il 1964. All'inizio della vicenda, la cinquantenne intellettuale ebrea - tedesca, emigrata negli Stati Uniti nel 1940, vive felicemente a New York con il marito, il poeta e filosofo tedesco Heinrich Blücher. Ha già pubblicato testi fondamentali di teoria filosofica e politica, insegna in una prestigiosa Università e vanta una cerchia di amici intellettuali. Nel 1961, quando il Servizio Segreto israeliano rapisce il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann, nascosto sotto falsa identità a Buenos Aires, la Arendt si sente obbligata a seguire il successivo processo che si tiene a Gerusalemme. Nonostante i dubbi di suo marito, la donna, sostenuta dall'amica scrittrice Mary McCarthy, chiede e ottiene di essere inviata in loco come reporter della prestigiosa rivista New Yorker. Hannah nota che Eichman, uno dei gerarchi artefice dello sterminio degli ebrei nei lager, è un mediocre burocrate, che si dichiara semplice esecutore di ordini odiosi e, d'altro canto, si sorprende nell'ascoltare testimonianze di sopravvissuti che mettono in evidenza la condiscendenza dei leader delle comunità ebraiche in Europa, di fronte ai nazisti.

Al via questa sera alle 21,30, nel cortile di Villadorata, il Con-Corto, la sezione dei 21 cortometraggi curata, per il quinto anno consecutivo, da Filmoteca Laboratorio 451. Gli incontri con gli autori dei corti saranno coordinati dal giornalista Andrea Di Falco, in collaborazione con Elisa Ragusa, Chiara Pitti, Sergio Di Falco, Francesco Savarino, Gianluca Salvo. I corti giungono, oltre che dall’Italia, anche dalla Francia e dalla Spagna. Cinque sono diretti da donne. Per un totale di 305 minuti di proiezioni. I due cortometraggi vincitori (Miglior corto e Premio speciale della giuria) dell’edizione numero 14 saranno proposti domenica 27 luglio 2014, in Piazza Regina Margherita. La giuria dei corti è composta dalla cinegiornalista Laura Silvia Battaglia, dal regista Sebastiano Riso e dalla regista Lisa Romano. Secondo Di Falco “i temi e i generi dei corti in programma fotografano la complessa realtà contemporanea. Dal dramma alla commedia, dallo scontro generazionale ed etnico alla poesia, dal giallo psicologico al grottesco, dal documentario alla finzione”. I corti in programma oggi sono: La visita di Marco Bolla (Italia 2014, colore, HD, 12’), è la storia di una madre e un padre che incontrano il figlio nella sala visite di una clinica. Il confronto si fonda su un’apparente incomunicabilità. Nessuno vuole più morire di Giovanni Prisco (Italia 2013, colore, HD, 20’), narra il percorso di immoralità di un poliziotto smarrito. L’uomo vive una crisi esistenziale tra corruzione e misantropia. La sua posizione lo rende immune ai giudizi della legge. I Tweet di Mario Parruccini (Italia 2012, colore, HD, 10’) è ambientato a New York. Claire rientra a casa. Rivive ogni giorno la stessa giornata. Stanca di sentirsi “invisibile” s’affaccia alla finestra della propria stanza. Poi qualcosa accade. Arriva Frank. Little Talks di Yassen Genadiev (Italia 2014, colore, HD, 17’), è il racconto di una giovane coppia dell’est europeo. La loro storia è ferma ad un bivio. Tra il desiderio di maternità della donna e il miraggio di guadagni illeciti dell’uomo. Seguirà il Focus Iran con la proiezione di documentari, curati e presentati dall’attore e cineasta Babak Karimi.

Per la rassegna Lampi sul Mediterraneo, che si tiene alla Tonnara, stasera dalle 21,30, sarà la volta di Sicilia di sabbia di Massimiliano Perrotta, Andiamo di Thomas Crecelius e Many beautiful things/Tanti beddi cosi.

Redazione
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