Attualità Modica 22/07/2014 12:08 Notizia letta: 2118 volte

Giudice lavoro: 8 lavoratori Spm stabilizzati

Per continuità del rapporto
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Modica - Gli otto lavoratori della Spm, la Servizi per Modica, che, attraverso il loro legale di fiducia, avevano presentato ricorso al giudice del lavoro del tribunale di Modica per vedersi riconosciuto il diritto di un lavoro a tempo indeterminato ce l’hanno fatta. Il giudice ha accolto il loro ricorso.
Il loro contratto ritenuto dalla Società a tempo determinato, risulta invece a tempo indeterminato e il rapporto di lavoro non è mai stato interrotto. Ne erano certi i lavoratori, anche alla luce del fatto che la scadenza del contratto stipulato aveva fatto registrare nel tempo circa 34 proroghe - laddove per legge ciò può avvenire solo una volta –. Questo, a loro dire, stava a testimoniare il rapporto continuativo di lavoro, ossia il contratto a tempo indeterminato.
L’avvio del rapporto lavorativo con l’allora Modica Rete servizi Srl, poi divenuta Spm, era iniziato il 31 luglio del 2007. Il 18 marzo 2013 la Servizi per Modica comunicò che la scadenza del contratto non avrebbe più ricevuto proroghe e propose un accordo che se da un lato offriva un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ai lavoratori, dall’altro richiedeva l’abbandono da parte loro della causa in tribunale e della richiesta economica avanzata.
Sedici lavoratori su ventiquattro si accordarono, i restanti otto no. Il giudice del lavoro del tribunale di Modica ha ritenuto che il rapporto di lavoro, viste anche le diverse proroghe alla scadenza del contratto, sia già di fatto a tempo indeterminato.
Il termine al primo contratto per il giudice “non appare validamente apposto e deve intendersi privo di effetto”. Ne consegue anche che il contratto non risulta, quindi, mai interrotto. È tuttora in corso.
Gli otto lavoratori, quindi, hanno diritto alla riammissione al lavoro, a svolgere la stessa mansione per la quale erano stati assunti nel 2007, all’epoca della stipula del contratto, proprio in virtù del fatto che il rapporto lavorativo, secondo legge, non ha subito mai interruzione malgrado la pausa forzata.
La Spm è stata condannata anche a corrispondere agli otto lavoratori un’indennità pari a 10 mensilità dall’ultima retribuzione ricevuta.
Una situazione, questa, analoga a quella dei 7 lavoratori del depuratore, che circa un anno prima erano ricorsi alle vie legali vincendo la causa e venendo considerati con contratto a tempo indeterminato. La storia, dunque, si ripete.

Valentina Raffa