Attualità Donne 23/07/2014 18:47 Notizia letta: 6440 volte

La morte del letto lesbico

Stare insieme senza consumare. Fra donne
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Madrid - La morte del letto lesbico. Messa così questa frase potrebbe sembrare un annuncio macabro. In effetti, nulla ha a che fare con la morte e molto, invece, riguarda la vita e la sua noia.
Qualsiasi relazione di coppia nel tempo, si sa, è condannata a spegnersi. Non importa se essa sia etero o omo.
Perchè la natura umana ha un limite fisiologico al di là del quale i corpi esauriscono la loro carica erotica e, fortunatamente, i sentimenti si affermano sulla carne.
Ma non sempre questo succede.
Quando l'abitudine prende il sopravvento, con essa sopraggiungono la tristezza e la noia.
Se tutto questo inclina la relazione di una coppia etero, a maggior ragione un rapporto lesbico o omosessuale ne risente.
I rapporti omosessuali, è noto, si basano su una profonda complicità, su una forte intesa sessuale, su una sensualità intensa libera da condizionamenti e da pregiudizi. L'altro non è visto, in effetti, come un vero ed eterno compagno di viaggio ma come un amante passionale con il quale si può vivere una avventura di un giorno, di un anno, di un tempo definito nel quale il trasporto, la tenerezza e l'eros marcano a fuoco il linguaggio dei corpi.
Nulla di nuovo sotto il sole. Da millenni è stato così.
In passato i coniugi etero, infatti, si rassegnavano a una relazione fraterna nella quale il sesso diventava un vero e proprio ricordo. Spesso, con l'incombere della vecchiaia, disfunzioni e malattie avevano una responsabilità non indifferente in questo appiattimento del desiderio fino a cancellarlo. Nella coppia omo, invece, tutto questo avveniva in silenzio e in fretta. Da una condizione iniziale di amicizia presto si passava a una condizione di disamore che evolveva quasi sempre nella ricerca di un compagno nuovo che risvegliasse in uno dei due partner l'interesse per una avventura entusiamante e diversa.
Se il “viagra” in parte oggi ha risolto la nevrosi della coppia etero, agendo sulla parte meccanica della natura maschile, ecco che giunge in aiuto della coppia lesbica un farmaco simile al viagra che agisce, però, sui centri del cervello stimolati dalla dopamina e dalla serotonina e che influenza la psicologia femminile.
È stato un ricercatore olandese, Adriaan Tuiten, a trovare il bandolo di questa matassa.
La compressa da lui messa a punto, Lybrido, è in fase di sperimentazione ma, presto, sarà disponibile nelle farmacie per quante vorranno con essa risolvere il calo di desiderio verso la compagna.
Non ci saranno più scuse, dunque, per tutte le lesbiche che hanno già deciso lo abbandono del letto.
Con questo miracoloso ritrovato della scienza, anche le donne più stanche saranno focose e ardite come nel primo incontro. Peccato, però, che così la necessità auspicata di un possibile cambio non sarà più per loro una indispensabile e irrinunciabile virtù.

Un Uomo Libero.