Cronaca Ragusa 26/07/2014 16:52 Notizia letta: 2662 volte

Coltellate per una casa popolare a Ragusa

I fatti risalgono a maggio
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Ragusa - Lesioni personali aggravate e’ il reato contestato a un uomo residente a Ibla che aveva accoltellato un conoscente nel corso di un litigio. Il fatto è accaduto lo scorso 8 maggio alle sei e mezza del pomeriggio. I carabinieri di Ibla però non sono stati aiutati nelle indagini ma anzi ostruiti con false testimonianze. I carabinieri della stazione di Ibla hanno ricostruito i fatti sebbene la stessa vittima non li abbia collaborati, accusando anzi un fantomatico africano ospite del centro per richiedenti asilo di Ibla.

Il tardo pomeriggio dell’8 maggio la vittima, l’indagato, il fratello della vittima e una quarta persona stavano “trattando” la cessione in prestito (o forse meglio comodato gratuito) dell’appartamento assegnato dal comune al fratello della vittima che sarebbe rimasto a lungo disabitato per la partenza dell’inquilino che doveva andare a Palermo per alcuni mesi. Nell’appartamento s’erano accordati quindi di far alloggiare in assenza del titolare la figlia di un’amica. La cosa sembrava decisa e conclusa, ma a un certo punto l’inquilino ci ripensa.
Forse temeva al suo rientro di non poter più riprendersi la casa, forse altro, fatto sta che fa marcia indietro e non è più disponibile a cedere la casa.
Al che ne nasce una discussione e va a finire che l’indagato per difendere il proprio fratello entra in casa, prende un coltello, esce e aggredisce la vittima causandogli una grossa ferita al braccio sinistro. Quest’ultimo scappa e si presenta alla croce rossa da dove lo accompagnano al pronto soccorso del “Civile” per essere rattoppato. Ai medici racconta di aver litigato per strada con un africano sconosciuto non meglio identificato e che questo l’aveva ferito per futili motivi. I carabinieri ovviamente non se la bevono. Conoscono la vittima e suo fratello e sanno che tipi sono. Scavano, scavano, sentono vicini, passanti, parenti, e infine fanno luce sulla vicenda. Vanno a perquisire casa dell’indagato e – guarda caso – trovano un bel coltello a serramanico di venti centimetri assolutamente compatibile con la ferita al braccio della vittima, che viene sottoposto a sequestro. L’accoltellatore, messo alle strette ammette i fatti e spiega d’averlo fatto per difendere il fratello. Viene denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa per lesioni aggravate e porto d’oggetti atti all’offesa.
Anche la vittima, infine, messo alle strette ammette d’aver raccontato una balla accusando uno sconosciuto. I militari dell’Arma stanno ora valutando la sua posizione con il pubblico ministero incaricato, la dottoressa Serena Menicucci, per vedere se possa essere accusato di favoreggiamento o altro.
Purtroppo i carabinieri vengono spesso messi nelle peggiori condizioni di lavoro per la diffusissima reticenza tra vittime e testimoni che sono sovente pervasi da timore “ovino” anche ingiustificato. Anche nelle difficoltà i militari vogliono sempre andare fino in fondo per svelare la verità e assicurare i rei alla giustizia.

Redazione