Cronaca Ragusa 01/08/2014 15:49 Notizia letta: 4538 volte

Vuoi il tavolo libero? Ti ammazzo

In un ristorante in piazza Cappuccini
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Ragusa - Un pluripregiudicato di 56 anni ragusano Aldo Brugaletta è stato fermato dai carabinieri mentre stava uccidendo una persona con un coltello ieri sera intorno alle 11 in un noto ristorante-pub di piazza dei Cappuccini a Ragusa.

Una chiamata ha segnalato ai Militari dell’Arma una lite: il gestore del locale aveva invitato alcuni clienti a liberare il tavolo poiché avevano da tempo finito di consumare e c’era un altro gruppo in attesa di accomodarsi al tavolo. Uno dei commensali, Brugaletta, è andato su tutte le furie iniziando a ingiuriare e minacciare il gestore del locale fino all’arrivo dei militari, quando si è calmato e se n’è andato. L’uomo aveva intenzione di vendicarsi quando i carabinieri sarebbero andati via, infatti intorno all’una mentre i Militari stavano perlustrando la via Pennavaria hanno notato lo stesso uomo che era al locale e con un coltello in mano, mentre si è avvicinato al gestore del pub urlando: “adesso t’ammazzo, ti levo dal mondo”.

I carabinieri, assistendo alla scena, sono intervenuti mentre l’uomo, sorpreso dalla loro presenza, ha buttato il coltello in terra fermandosi, senza opporre resistenza.

Brugaletta è stato ammanettato per tentato omicidio, minaccia aggravata e porto abusivo di arma. La posizione dell’uomo si è aggravata per la premeditazione del reato, considerato che durante la prima perquisizione, intorno alle 11, era senza coltello; ciò significa che nel frattempo era andato a procurarsene uno avvalorando fortemente quindi la tesi della premeditazione del reato, tra l’altro con un coltello filippino tipo “Balisong”, comunemente noto come butterfly o farfalla, ritenuto arma “bianca”: la sua naturale destinazione non è legata alle attività dell’uomo ma è l’offesa della persona.

L’arrestato è stato condotto agli arresti domiciliari. Brugaletta era salito agli onori della cronaca nel 2008 a Ragusa, con un suo complice, quando fu arrestato in flagranza dopo avere tentato di estorcere cinquanta euro all’ex presidente della provincia, Franco Antoci.

“La presenza costante nel territorio e un pizzico di fortuna- ha ammesso il Maggiore Alessandro Coassin- hanno permesso di impedire un reato ben più grave e assicurare un pericoloso criminale alla giustizia”.

Redazione