Economia Gela 01/08/2014 13:11 Notizia letta: 5171 volte

ENI, il MISE ci mette una pezza, raggiunto accordo per raffineria di Gela

Facciamoci le ferie
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Gela - Descalzi vuole la pace a Gela. Per fare la guerra il tempo c’è. Nunc est bibendum.
Come dire, godiamoci in santa pace le ferie. Tutto rimandato a settembre. Nel frattempo il Ministero dello sviluppo ci mette una pezza e al grido di “tutti dentro o i siciliani scatenano l’inferno” chiude per il momento la vertenza Raffineria di Gela.
Anche perchè, Crocetta, il Governatore di Sicilia, a dire il vero si era presentato in tenuta da sommossa, pronto alla guerriglia, e forse anche alla guerra contro Eni e contro tutti.

Ieri è stata una giornata campale al Ministero dello sviluppo economico, nessun accordo dopo la presentazione del piano industriale da parte di Eni ai sindacati che avevano già predisposto le truppe per la ripresa delle ostilità.

Il cessate il fuoco, però, arriva nella giornata di oggi, 31 luglio 2014, quando è ripreso il confronto con Eni relativo alle situazioni di Gela e di Porto Marghera, promosso dal Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, dopo la rottura della trattativa di ieri sera.

La notte, si sa, è foriera di miti consigli.

Le parti infatti hanno condiviso oggi un verbale d'incontro che impegna l'azienda al riavvio delle operazioni preliminari alla ripartenza della linea 1 della raffineria di Gela, anche attraverso il coinvolgimento dell'indotto, alla realizzazione degli investimenti relativi alla seconda fase del progetto di riconversione della Green Refinery di Porto Marghera nel rispetto e nei tempi previsti dagli accordi sottoscritti in luglio 2013 e in febbraio 2014.
Lo dichiarano in una nota congiunta le segreterie nazionali di Filctem, Femca e Uiltec dopo la rottura delle trattative con eni che, ieri, aveva presentatoal MISE il nuovo assetto industriale per la raffineria di Gela e Porto Marghera.
Il piano industriale presentato ieri prevedeva investimenti fino 2, 2 miliardi di euro, di cui 250 per la bioraffineria e1,8 miliardi per l'offshore ibleo, con progetti di sviluppo gas in conto Enimed. Un deposito costiero e un impiantino di raffinazione bio; Eni aveva annunciato a sindacati e regione siciliana che per la riconversione saranno impiegati 320 lavoratori, mentre 300 saranno destinati allo sviluppo del circuito upstream, 130 al savety center e 40 alla bonifica.
Era impensabile e poco credibile che si disattendessero gli incontri precedentemente sottoscritti - ha spiegato Paolo Pirani, segretario nazionale Uiltec- che ha sottolineato anche "la preziosa mediazione del ministro Guidi al fine di giungere ad una posizione condivisa tra le parti anche in funzione dell'importanza dell'azienda rispetto agli indirizzi di politica industriale del Paese".
Piena soddisfazione "alla ripresa del lavoro a Gela, anche per l'indotto, e la volontà di superare le criticità che riguardano il riavvio del cracking di Porto Marghera".
L'accordo odierno, determinato da un'inversione della posizione espressa fino a ieri sera dal Gruppo Eni, comporterà la ripresa del confronto finalizzato alla riattivazione degli impianti in sede locale dei siti in oggetto e in sede nazionale sulle scelte di politica industriali del Gruppo Eni in Italia, e avrà momenti di verifica in sede ministeriale già programmati nel mese di settembre. Le segreterie nazionali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil esprimono un giudizio positivo su quanto sottoscritto, sottolineando l'importanza delle problematiche indicate in questi giorni di mobilitazione e finalizzate al rilancio della politica industriale dell'azienda nel Paese. Inoltre le parti, a partire da settembre e successivamente al confronto in sede ministeriale, saranno impegnate nella realizzazione di un nuovo protocollo di relazioni sindacali per la competitività e lo sviluppo delle attività dell'Eni a fronte della condivisione del quadro e delle prospettive industriali. Pertanto si dichiarano sospese le iniziative di mobilitazione definite sia a livello locale, sia a livello nazionale, concludono i segretari.

Giuseppe Savà