Cronaca Ragusa 03/08/2014 18:49 Notizia letta: 2321 volte

Operazione antipedofilia, anche a Ragusa

I due in manette sono un 63enne di Milano e un 43enne di Bologna.
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Ragusa - Debellata un’organizzazione dedita alla diffusione di materiale pedo-pornografico. L’inchiesta, avviata dalla Procura della Repubblica di Catania, e condotta dalla polizia di Stato italiana e da quella tedesca, tocca anche la provincia di Ragusa.
Tra le decine e decine di perquisizioni effettuate dagli agenti della polizia postale e delle comunicazioni in tutto lo Stivale, infatti, figura proprio il capoluogo ibleo oltre a Siracusa, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Como, Cuneo, Firenze, Ferrara, Livorno, Milano, Messina, Napoli, Novara, Pesaro, Pisa, Roma, Savona, Siena, Torino e Verona.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati diversi computer, hard disk, pendrive e supporti ottici, contenenti immagini e video di pornografia e violenza sui minori. L’operazione si è conclusa con due arresti e 34 persone indagate per detenzione e divulgazione di video pedo-pornografici mediante la rete internet.
I due in manette sono un 63enne di Milano e un 43enne di Bologna. Quest’ultimo è pure un papà. Sarebbe un paramedico che lavora in una struttura sanitaria, incensurato, con moglie e, come detto, anche un figlio. Entrambi gli arresti sono avvenuti in flagranza di reato, in quanto i due soggetti sono stati trovati in possesso di cospicuo materiale pedopornografico.
Stando all’esito delle indagini, gli indagati, tramite il programma peer-to-peer denominato “eDonkey2000”, scaricavano e diffondevano mediante internet video di pornografia minorile, nei quali sono immortalati abusi sessuali su bambini in età infantile, spesso di soli pochi anni, anche con torture inflitte alle piccole vittime.
La polizia tedesca ha condiviso e scambiato con le autorità italiane i dati utili all’identificazione dei soggetti coinvolti nella maxi operazione di contrasto alla pornografia minorile e alla sua diffusione on line.
Le investigazioni, che si sono avvalse del diretto coordinamento del Centro nazionale di Contrasto della pedo-pornografia on-line (Cncpo) di Roma, confermano l’alto livello di attenzione da parte della polizia postale nei confronti delle diverse modalità di diffusione di materiale pedo-pornografico.
Il passo successivo per gli inquirenti è quello di approfondimento dell’esame del materiale sequestrato, al fine di confermare le responsabilità degli indagati, nonché l’analisi dei video e delle immagini rinvenuti e sottoposti a sequestro, anche per cercare di identificare i minori vittime degli abusi.

Valentina Raffa