Lettere in redazione Modica 07/08/2014 08:55 Notizia letta: 9700 volte

Mio figlio ha infilato il bastoncino dentro un orecchio

Impotente davanti alla Sanità
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Modica - Se vostro figlio introducesse un bastoncino di cotone nell’orecchio provocandosi una perdita di sangue cosa fareste?

Sono le 21:00 di un sabato quando nostro figlio di 2 anni e mezzo inizia ad urlare e a piangere. Ha appena introdotto nell’orecchio un cotton fioc che accidentalmente gli è capitato fra le mani. Ci accorgiamo subito che dal condotto uditivo gli esce un po’ di sangue. Preoccupati che si sia rotto il timpano ci precipitiamo alla guardia medica di Pozzallo. Dopo una breve attesa il medico di turno effettua la visita. Constatata la presenza di sangue tramite un esame otoscopico, ci indirizza senza indugio all’ospedale di Modica. Il panico sale. Ci infiliamo in macchina e partiamo subito per Modica. Purtroppo il dottore della guardia medica non ci informa che il sabato sera all’ospedale Maggiore di Modica di sicuro non ci sarà di turno alcun medico otorino.
Con l’ansia addosso entriamo al Pronto Soccorso. La scena è la solita (un’immagine che forse accompagna i ricordi di molti): tanta gente in attesa, alcune persone visibilmente preoccupate e nessun infermiere presente. Proviamo a suonare il campanello posto vicino alla grande porta di vetro. Suoniamo una volta, due, tre, quattro... non esce nessuno.

Intanto mio figlio ha sangue all’orecchio e noi genitori abbiamo il diritto di sapere almeno qual è l’entità del danno. Vero, non è in pericolo di vita, possiamo aspettare, ma si tratta comunque di un bimbo di poco più di due anni.

Insistiamo per la quinta volta. Finalmente esce un infermiere, già pronto all’assalto, sa cosa troverà al di là della vetrata. Infatti viene accolto come un Salvatore da molti, desiderosi di informazioni e buone notizie. Alcune persone chiedono dei propri cari entrati poco prima, altre sui tempi di attesa, noi sulle modalità da seguire per far visitare il nostro bimbo. La risposta è più o meno sempre la stessa: “Dovete registrarvi e attendere”. Quanto attendere non è dato sapere.

Decidiamo comunque di registrarci e quindi entriamo insieme al già irritato infermiere in uno stanzino dedicato alle registrazioni! Qui spieghiamo allo stesso il nostro problema e chiediamo una visita dell\'otorino. Con molta freddezza ci informa che il sabato sera non è presente nella struttura alcun medico-otorino e che a limite possiamo sperare in una visita non specialistica. Non capendo quale vantaggio possiamo avere, chiedo, con l’umiltà di un genitore preoccupato, che senso ha una visita non specialistica. La risposta? “Gli diamo una supposta di tachipirina e poi se ne parla lunedì”. La supposta non ci darà di certo l’entità del danno!!!
In un primo momento decidiamo di aspettare e chiediamo all’infermiere i tempi medi di attesa: “Il vostro è un codice verde, non è emergenza in quanto il bimbo non sta morendo! Ho già perso 5 minuti con voi, decidete altrimenti me ne vado!”. Qui capisco che dobbiamo andarcene, dove?

Uscendo dal Pronto Soccorso mi sono sentito cadere il mondo addosso e al contempo in colpa nei confronti di un bambino, mio figlio, che non riuscivo ad aiutare pur avendo fatto tutto quello che era nelle mie possibilità. A dire il vero mi sentivo anche tradito dallo Stato...
L’Italia è tra le otto nazioni più grandi del Mondo.

Giorgio Sortino
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