Cronaca Pozzallo 12/08/2014 19:41 Notizia letta: 2127 volte

Pozzallo. Una traversata? 400 mila dollari

Quanto costa morire
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/12-08-2014/pozzallo-una-traversata-400-mila-dollari-500.jpg

Pozzallo - Tutti chiusi nel mutismo più assoluto. È stato particolarmente difficile per la polizia giudiziaria iblea infrangere il muro del silenzio nel quale si erano trincerati gli immigrati giunti al porto di Pozzallo a bordo della nave Borsini della Marina Militare che li ha soccorsi mentre il loro barcone in legno era alla deriva.
“Ci hanno minacciati che se avessimo rivelato la loro identità e il loro ruolo avrebbero ucciso i nostri familiari che sono ancora in Egitto in attesa di partire”. Queste parole di uno dei 164 immigrati ospitati al Centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo hanno dato il là agli altri per farsi coraggio e indicare, anche loro, i due nocchieri del viaggio della speranza. Sono Whaid Mohammed e El Said Suelem, entrambi 21enni egiziani, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravata dal fatto di avere esposto pericolo di vita i passeggeri provenienti dalla Siria, Eritrea ed Egitto, tra cui diversi minori e neonati, e averli sottoposti a trattamento inumano e degradante. I due sono in carcere a Ragusa a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Gli egiziani hanno un modus operandi diverso rispetto ai libici, anche perché nel loro paese ci sono più controlli – come spiega il dirigente della mobile di Ragusa, Antonino Ciavola -. Non partono se non hanno completamente occupato ogni singolo posto della barca utilizzata per la traversata. Cercano sempre, inoltre, di costeggiare l’Egitto per arrivare in Libia e poi far rotta per l’Italia. Per questa strategia adottata i passeggeri sono costretti a bordo per diversi giorni, in alcune occasioni anche per 20 giorni fino al riempimento del natante.
“Ci hanno tenuto in barca una settimana prima di partire – testimonia un immigrato, raccontando le peregrinazioni prima della partenza -. Abbiamo cambiato più volte peschereccio perché diventavamo sempre di più. Ci dicevano che saremmo partiti solo quando saremmo stati al completo”.
Ogni passeggero ha sborsato fino a un massimo di 2.500 dollari, per un guadagno complessivo dell’organizzazione criminale titolare della traversata di circa 400mila dollari. Di questi solo una minima parte era destinata agli scafisti.

Valentina Raffa