Giudiziaria Scicli 17/08/2014 14:46 Notizia letta: 4885 volte

Morti sospette al Busacca, ragione chiusura chirurgia

L'inchiesta della Procura
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Scicli - Morti sospette all'ospedale Busacca. Ecco da dove partirebbe l'indagine penale della Procura della Repubblica di Ragusa che, prima di decidere se portare a giudizio o meno il personale sanitario e parasanitario coinvolto, ha disposto una perizia che ha rivelato che «il padiglione "I" del presidio ospedaliero, in atto, presenta caratteristiche tecniche che non consentono lo svolgimento di attività di chirurgia» e, inoltre, l'Unità operativa di Chirurgia allocata nel padiglione "I" «allo stato attuale non è in grado di garantire gli standard di sicurezza e assistenza». Il direttore generale dell'Asp n. 7 Maurizio Aricò non poteva che chiudere il reparto. Certo non si capisce perché ci voleva il perito di un Tribunale per accertare che il reparto di un ospedale non è in grado di garantire sicurezza e assistenza, praticamente gli unici motivi per cui ci si ricovera. Eppure in quel padiglione operavano medici. Eppure in quel padiglione qualcuno è morto per cause in corso di accertamento. Forse non basta chiudere un reparto per eliminare il problema.
«Sono stati investiti negli ultimi quattro anni circa nove milioni di euro per potenziare il Busacca. Il trasferimento avrebbe dovuto essere evitato. Chiediamo al manager Aricò di accelerare l'iter procedurale per completare le opere cosicché il padiglione "I" possa tornare ad ospitare il reparto in questione». E' quanto scrive l'on. Orazio Ragusa in un comunicato che evidenzia l'investimento milionario su una struttura che dipende dall'ospedale Maggiore di Modica e dovrebbe seguire un percorso di ottimizzazione dei servizi che, a quanto pare, non è stato attuato. «Gli ospedali riuniti - afferma il presidente della Commissione regionale alla Sanità Pippo Digiacomo - nascono proprio in quest'ottica. L'obiettivo è creare nosocomi dotati di Centri di eccellenza evitando di lasciare i vari Comuni senza presidi medici di emergenza. Così, per fare un esempio, si possono effettuare interventi di chirurgia a medio e basso rischio al Busacca mentre altri tipi di interventi ci si può spostare al Maggiore di Modica, e così via». Il nocciolo della questione risiede sempre in quel sottile filo che separa le esigenze sanitare da quelle politiche. Infatti, i piani regionali di riordino sanitario vengono elaborati da assessori che rispondono alla politica e non certo alla sanità. E il malato? Lui chiede solo di essere curato, ma siccome ogni malato corrisponde a un voto, il resto va da sé.
Ovviamente essendo Scicli e Comiso due Comuni con un bacino di voti considerevoli, il dibattito sul futuro dei nosocomi finisce regolarmente per scatenare una guerra politica fatta di interessi di bottega e sprechi. Come, per esempio, i 9 milioni di euro investiti al Busacca. Sostiene l'on. Ragusa: «Il trasferimento della Chirurgia è stato deciso sulla scorta di problematiche tecniche riscontrate dalla perizia, pur a fronte del fatto che negli ultimi 4 anni sarebbero state investite, per migliorare il nosocomio, somme pari a 9 milioni di euro. Ci risulta che, proprio per la Chirurgia, i lavori avviati da tempo sono stati interrotti dopo che l'impresa aggiudicataria dell'appalto aveva deciso di sospendere la propria attività». Nel frattempo speriamo che dove non poté politica, potrà giustizia.

La Sicilia

Franca Antoci