Economia Ecommerce 19/08/2014 21:41 Notizia letta: 3209 volte

Settore acquisti online: la situazione italiana

Acquisti elettronici in crescita
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Sale la voglia di e-commerce in Italia. Secondo diverse stime, solo nel 2013, il fatturato totale degli acquisti online è stato di oltre 11 miliardi di euro, con una crescita percentuale di circa il 18% rispetto all’anno precedente. Un vero e proprio boom dunque a cui a ha contribuito la “massificazione” dell’accesso agli strumenti di acquisto elettronici.
I nostri connazionali hanno imparato ad acquistare online davvero di tutto. Se in passato infatti si acquistavano per lo più pacchetti di viaggi ed elettronica, oggi gli e-shopper fanno riferimento ad internet, ed ai grandi e-commerce ivi presenti per molti altri ambiti. In particolare l'acquisto di prodotti di bellezza, come profumi, make up o trattamenti per la pelle ha registrato negli ultimi anni un grande successo. E' questo il caso della Profumeria Douglas che ha fatto dell'offerta online dei prodotti di bellezza il suo punto di forza.
Per capire la portata di questa svolta può essere utile far riferimento, ad esempio, ad i dati di Index di Netcomm e Human Highway relativi allo scorso aprile 2014; dati che ci raccontano una realtà in cui il numero degli utenti che effettuano regolarmente acquisti su internet sono quasi un terzo del totale, con una crescita annua che in questo caso supera il 22%.
Dove spendono gli italiani? Anche questo è un dato interessato. Ebbene, di quei 11 miliardi di euro circa il 37% vengono spesi attraversi siti di e-commerce italiani, il 28% su siti di e-commerce in italiano di multinazionali straniere, ed il restate 35% su siti di e-commerce di aziende che non hanno alcuna sede in Italia.
Quanto le aziende italiane sfruttano le potenzialità dell’e-commerce? Ancora molto poco visto che, secondo i dati dell’Osservatorio b2c di Netcomm in collaborazione con il Politecnico di Milano si è visto che solo 4% delle nostre aziende si è già attrezzata per vendere anche online i propri servizi piuttosto che i propri prodotti. Una percentuale che proiettata sul totale nazionale porta a quota 12 mila il numero delle imprese online, il più delle quali, purtroppo, sono collocate al nord.
Davvero un peccato visto che secondo la London School of Economics aumentando del 10% la spesa online si determina un aumento dello 0.5% dell’occupazione generica e di circa l’1.5% di quella giovanile.
In tutto questo la nostra Sicilia, secondo i misuratori macroeconomici, risulta tra le Regioni fanalino di coda anche nella diffusione dell’e-commerce. Come nasce questo ritardo? Nasce da tutta una serie di fattori al contorno. Ad esempio: nella nostra Regione solo il 53% degli abitanti usa il pc, contro una media nazionale del 62%, così come l’accesso a internet è fermo al 52% contro il 62% della media nazionale.
Migliori infine, se così si può dire, i dati sulla diffusione regionale dell’Adsl ferma al 60% contro una media nazionale del 65%. Da questi dati emerge dunque chiara l’esigenza per la nostra Regione e per il tessuto imprenditoriale locale di dotarsi di canali di comunicazione moderni, quelli davvero in grado di azzerare le distanze con il resto dell’Europa ed in generale con il mercato che ci aspetta al di là dello Stretto.

Redazione
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