Giudiziaria Scicli 19/08/2014 10:27 Notizia letta: 7143 volte

5 medici indagati al Busacca

Reparto di chirurgia chiuso
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Scicli - Nel reparto di chirurgia si entrava in sala operatoria attraverso il giardino e se qualcosa andava storto, il paziente doveva essere trasferito in un'altra struttura perché non c'era Rianimazione.

È quello che è emerso dalle indagini incrociate dell'Asp e della procura di Ragusa sull'unità operativa di Chirurgia dell'ospedale Busacca di Scicli: un reparto al centro della bufera dopo la morte di un anziano di 64 anni e al quale il neo-manager Maurizio Aricò ha posto i sigilli in via cautelativa.

I dieci posti letto sono stati chiusi e tutta l'attività è stata spostata all'ospedale di Modica, mentre a Scicli rimarrà solo l'ambulatorio.

Una scelta che segue a una perizia pesantissima della procura di Ragusa che non solo ha alzato il velo sulle condizioni strutturali dell'ospedale ma ha sollevato dubbi sull'attività dell'intera équipe chirurgica composta dal primario e tre medici.

Prima di decidere se portare a giudizio o meno il personale sanitario e parasanitario, il gip ha disposto una perizia che ha rivelato che "il padiglione I del presidio ospedaliero, in atto, presenta caratteristiche tecniche che non consentono lo svolgimento di attività di chirurgia" e, inoltre, l'unità operativa di Chirurgia allocata nel padiglione I "allo stato attuale non è in grado di garantire gli standard di sicurezza e assistenza".

Nel documento, come confermano dall'Asp, si fa cenno anche alle carenze assistenziali degli operatori sanitari.

Tutto nasce dalla morte, nei primi mesi del 2013, di un uomo di 64 anni, cardiopatico grave, operato per un'ernia ipermagna e morto dopo dieci giorni dall'intervento nell'ospedale senza Rianimazione. Un episodio segnalato all'ex commissario dell'Asp di Ragusa Angelo Aliquò che ha subito disposto una serie di ispezioni dalle quali sarebbe emerso di tutto. Dall'inadeguatezza dei locali, con gli operatori che in sala operatoria si recavano attraverso il giardino, all'uso improprio della sala operatoria dove venivano effettuate operazioni anche complesse in assenza di Rianimazione.

Tanto che il commissario dispose il cambio al vertice e diede al primario precise indicazioni sugli interventi da fare.

Poi è arrivata la denuncia dei familiari dell'anziano e la Procura ha iniziato il suo lavoro parallelo. Nell'ambito dell'inchiesta che vede indagati cinque sanitari tra cui il primario, è stato chiesto l'intervento di un perito.

"La perizia - dice Aliquò - conferma sostanzialmente quanto era emerso dai nostri rilievi e la bontà del nostro operato".

La palla è passata al neo-manager Murizio Aricò che ha preso la decisione che ha scatenato le reazioni di molti deputati regionali ragusani in difesa della struttura: "L'attività di questo reparto - spiega - era molto bassa. Nel 2014 sono stati realizzati appena una settantina di interventi e 216 ricoveri che per due terzi sono risultati inappropriati. Troppo poco per giustificare la presenza di una Chirurgia. Non posso accettare che ci siano aree del nostro territorio dove l'assistenza non è di qualità. Preferisco che le persone facciano qualche chilometro in più andando a Modica piuttosto che fruire di servizi a rischio. Stiamo facendo una revisione delle risorse anche in vista del nuovo piano che ridisegna la mappa dei posti letto".

Redazione