Attualità Ragusa 25/08/2014 14:35 Notizia letta: 3288 volte

Mangio uva da tre mesi, nonostante i Tg

Il tempo della vendemmia
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Ragusa - Io mangio uva (rigorosamente comprata, a prezzi folli, nel migliore supermercato della mia città) già dallo scorso mese di maggio. Reputo quindi che in qualche posto ci sia stata una vigna amorevolmente coltivata che ha dato i suoi frutti, da qualcuno raccolti e da altri messa nel circuito commerciale che si è concluso sulla mia tavola domestica.
Ma allora potrei gentilmente avere spiegato il perché ancora alla fine di agosto giornali, telegiornali e radiogiornali sono pieni di servizi che mi raccontano come “la prossima vendemmia sarà di grande qualità ma di scadente quantità” (oppure il contrario, chè il senso non cambia).
Non comprendo dove localizzare il cortocircuito. O l’uva che mangio io proviene da regioni del pianeta dov’è già settembre (il nostro settembre) e fanculo alla tanto sbandiera buona regola del sempre più falso etichettamento del “kilometro zero”, oppure, pur essendo locale (e me lo auguro, anche perché apprezzo moltissimo quando un mio amico che lavora a Mazzarrone mi regala la cassetta con la racina ivi raccolta, che per gusto ed aspetto è un vero capolavoro dell’arte e della natura) non è da far rientrare in quella vendemmia che giornali radio e televisioni dicono essere di là da venire.
Mi rassegno a optare per una – o entrambe – le ragioni che sono venute maturando (è il caso di utilizzare il verbo, perfettamente adatto alla bisogna) nel ristretto spazio dei miei ormai sempre più scarsi e scadenti neuroni.
La prima: potrebbe essere che giornali radio e televisioni, arrivati ad un mese o poco più dalla vendemmia “debbono” rispettare una sorta di check list e dare notizia, facendo parlare espertissimi viticoltori (di questi tempi vanno di moda le ricche, nobili e sovente bellissime signore che hanno “raccolto e rinnovato l‘antica tradizione del casato”) che spiegano come quest’annata sarà buona oppure no, ricca oppure scarsa, che batteremo gli odiati francesi o saremo battuti e alla via così. Insomma: a dicembre dobbiamo raccontare del prossimo Natale e dei regali in regime di crisi; a luglio dobbiamo raccontare del prossimo esodo verso le spiagge (ma pur sempre in regime di crisi) e a fine agosto dobbiamo raccontare della prossima vendemmia, anche se mangiamo uva già da tre mesi e passa.
La seconda “mia” ragione possibile: potrebbe essere solo e soltanto la più classica delle situazioni di emarginazione. Mi spiego meglio: potrebbe essere che io mangio uva, anzi racina, da ben tre mesi perché è quella che proviene da Vittoria, o da Pachino, o da Mazzarrone. E però i telegiornali e i giornali li fanno al Nord, dove l’uva, quella del Piemonte e ancora “peggio” del Trentino, non è ancora matura, e lo sarà appunto solo tra un mese. Ma tutta la nazione attende l’esperto di turno che ci dirà bla bla bla bla.
In conclusione: io mangio uva da tre mesi, i telegiornali mi dicono che dovrei aspettare ancora un mesetto per poterlo fare anche per via delle forti piogge (ma dove? Qua da noi non cade una stizza da mesi!) ed io vado in confusione. Vorrà dire che passerò alle banane: quelle, è risaputo, ci sono tutto l’anno.

Saro Distefano
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