Cultura Vittoria 25/08/2014 18:18 Notizia letta: 3909 volte

Valentina Valsania al Videolab Film Festival

Alle Corde di Andrea Simonetti è il Miglior Corto
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Vittoria - Alle Corde di Andrea Simonetti è il Miglior Corto del XVI VideoLab Film Festival. È quanto decretato dalla giuria presieduta da Elizabeth Missland, già direttore artistico del Globo d’oro; e composta da Manuel Giliberti, regista e presidente onorario del festival; Gaetano Bonetta, direttore del Dipartimento di scienze filosofiche e pedagogiche dell’università di Chieti-Pescara; Gianni Molè, presidente della Fondazione Film Commission Ragusa; Giuseppe Gambina, esercente cinematografico, direttore del Vittoria Film Peace Film Festival.
A proposito del corto vincitore, nelle motivazioni della giuria si legge che “Taranto è il luogo più significativo del degrado sociale ed esistenziale del nostro Paese. Rappresenta lo scenario di un sogno infranto di un giovane che, pur ricercando i valori del passato e del rispetto della genitorialità, tenta la propria affermazione attraverso uno sport violento come il pugilato, in una realtà opprimente e dalla devastante industrializzazione”.
La Miglior Regia è andata a Diego Botta, che ha diretto Mia, perché “dalle dinamiche relazioni fra genitori separati emerge la forte penalizzazione di cui è vittima il padre, il quale è chiamato spesso ad esprimere maggiore affettività rispetto alla madre, che, più garantita giuridicamente, è sovente più anaffettiva”.
La Miglior Sceneggiatura è stata giudicata quella di Os Meninos do Rio, firmata dallo spagnolo Javier Macipe. “In una metropoli portoghese, ingarbugliata matassa, intrecciato contesto umano più che società complessa, continuano a splendere quei sogni e quelle amarezze che segnano la vita di ogni individuo, in particolare, caratterizzano l’adolescenza, l’età dell’utopia individuale, fatta dalle prime scoperte della sensualità e dalla ricerca dell’identità di genere”.
Il premio al Miglior Documentario è stato assegnato a L’uomo del fiume di Barbara Maffeo. “Un’esistenza condotta nel degrado sociale sulle rive del Tevere che lasciano Roma. È il leitmotiv del corto. Un documentario che descrive la storia della ‘resurrezione’ culturale di un emarginato, attraverso la sua nuova identità di pescatore e di occupante delle case popolari della Magliana”.
I premi per il Miglior Attore e per la Miglior Attrice sono andati agli interpreti-registi de La sposa perplessa: Luchino Giordana e Valentina Valsania. Giordana, ha vinto “perché, attraverso la brillante interpretazione fa rivivere, giungendo a ricordarlo, il grande Peter Sellers e la commedia americana degli Anni Sessanta”. Valsania è stata premiata “perché nel corto racconta, con leggerezza e acume, il progressivo stupore di fronte a un avvenimento ingovernabile, regalando agli spettatori un personaggio tratteggiato con la maestria della grande comedienne”.
La giuria ha assegnato anche due menzioni speciali: la prima, al documentario Chi vuoi che sia di Riccardo Cannella e Davide Vigore, “per la grande delicatezza e semplicità con cui i due protagonisti del corto si raccontano, in aperto contrasto con la difficile realtà sociale di Ballarò, quartiere palermitano che non accetta facilmente la diversità”. La seconda menzione è andata a Das kind, dello spagnolo Manu Gomez Gonzalez, “perché racconta, nell’Austria di fine Ottocento, con sorprendente lucidità, la nascita di un bambino che diventa presagio di una tragedia collettiva”.
La serata conclusiva ha registrato, ancora una volta, la straordinaria partecipazione del pubblico. Infatti, gli spettatori-cinefili hanno affollato il Museo Archeologico di Kamarina nelle quattro serate del VideoLab Film Festival. Secondo Andrea Di Falco, direttore artistico e fondatore, “la kermesse cinematografica, nonostante le difficoltà economiche, si conferma tra le più importanti del panorama siciliano. Il successo del festival è il risultato di un duro e appassionato lavoro. Il pubblico segue il VideoLab perché viene mostrato, senza alcun condizionamento, un cinema d’arte di forte e coinvolgente impatto narrativo”.

Redazione
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