Cronaca Pozzallo 27/08/2014 23:06 Notizia letta: 2540 volte

Morti annegati nell'acqua e nella benzina

Il racconto dei 73 superstiti
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Pozzallo - “Il gommone ha iniziato a sgonfiarsi. Velocemente. Panico a bordo. Si cadeva in acqua. Ci si aggrappava. In tanti non sono più risaliti a galla”. È drammatica la testimonianza dei 73 superstiti di uno degli ultimi tre naufragi che hanno funestato il mare nel giro di pochi giorni. Diciotto i corpi recuperati. L’ispezione cadaverica ha confermato quanto ipotizzato sin dall’inizio dai sanitari, ossia che i poveretti sono morti per asfissia da sommersione in liquido composto da carburante e acqua marina. I medici hanno accertato anche un probabile pregresso malore da intossicazione da idrocarburi. E qualcuno era stato picchiato violentemente prima di salire. A giorni il procuratore della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia, disporrà l’autopsia.
Mentre un giovane ha riconosciuto il fratello morto e ne piange altri due dispersi, la polizia giudiziaria ha ascoltato tutti i superstiti e il gruppo di immigrati, 93 persone salvate dalla Marina Militare da un altro natante in avaria. È reo confesso lo scafista del gommone naufragato. Ha soltanto 19 anni.
Gibril Jammeh, del Gambia, si trova adesso in carcere a Ragusa accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dall’avere esposto a pericolo di vita i passeggeri, sottoposti a trattamento inumano e degradante. Gli viene contestato pure il reato di morte come conseguenza di altro delitto. Oltre ai 18 morti ci sono 20 dispersi. Tra questi anche due scafisti.
“Sono stato io a condurre il gommone – ha detto Jammeh alla mobile di Ragusa -. Mi sono presentato dai libici dicendo che avevo fatto il pescatore e che ero pronto ad assumermi questa responsabilità ma volevo dei soldi, anche perché non avevo come pagare il viaggio. Abbiamo raggiunto un accordo. Purtroppo il gommone si è forato a prua. Ho ho fatto di tutto per far stare calme le persone, ma si sono fatte prendere dal panico. Molti sono caduti in acqua, alcuni non sono più riemersi. Qualcuno ha svuotato le taniche di benzina per assicurarsi un appiglio se fosse caduto in acqua ma il carburante è caduto all’interno del gommone”. Per le esalazioni molti sono svenuti a faccia in giù, morendo annegati nell’acqua che si era accumulata sul gommone mista a benzina.
“Vedevo molti passeggeri salire a bordo sanguinanti per via delle ferite inferte dai libici. Uno a causa delle percorse è rimasto esamine in acqua, per cui è stato portato sul gommone a braccia da alcuni passeggeri”.
I 266 immigrati sono stati ospitati al Cpsa di Pozzallo, da dove, in vista del nuovo sbarco di ieri pomeriggio, sono stati trasferiti parecchi ospiti verso altre destinazioni per fare posto.

Valentina Raffa
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