Cronaca Modica 28/08/2014 15:07 Notizia letta: 2857 volte

Se i ladri attentano al Boccone del Povero

Furti e tentati furti
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Modica - Tra furti e tentati furti, gli istituti scolastici sono da qualche tempo nel mirino dei ladri. Questa volta il colpo non è riuscito. Ad essere presa di mira è stata una scuola del quartiere Dente, al Boccone del Povero. Non è passato che solo qualche giorno dal colpo messo a segno al plesso Sant’Elena, che fa parte dell’istituto comprensivo Santa Marta. Il bottino è stato di 11 computer, parecchie lavagne multimediali in dotazione alla scuola, due videoproiettori per circa 10mila euro di valore.
I malviventi hanno agito di notte, in maniera indisturbata. La zona è in periferia, ma non è disabitata. Come abbiano fatto a non farsi pizzicare da nessuno resta un mistero, anche perché avrebbero pure schivato ad arte il sistema di videosorveglianza. Per la scuola è la seconda volta. Già lo scorso giugno era stata depredata. Sia sul tentato furto che sul colpo andato in porto indaga la polizia.
Il nuovo anno scolastico pare comincerà sulla scia di quello precedente, che ha visto diversi istituti scolastici della città derubati dell’attrezzattura necessaria agli alunni per potere svolgere l’attività didattica. Lo scorso mese di maggio, scossi dal furto di 9 notebook messo a segno nella loro scuola, gli studenti dell’istituto comprensivo “E. Ciaceri” avevano scritto di loro pugno una lettera che è stata poi consegnata al sindaco, Ignazio Abbate.
Si trattava di una riflessione sulla legalità scaturita a seguito dell’ingiustizia subita. È questa la risposta che hanno voluto dare ai malviventi, che hanno arrecato non solo un danno materiale, ma anche all’identità della scuola.
“Non ci sembrava possibile che qualcuno si fosse introdotto in quella che consideriamo la nostra seconda "casa" per rubare ciò che riteniamo bene di tutti. Questo furto – scrivevano - non rappresenta solo un reato penale, ma soprattutto morale. Con il nostro silenzio ci saremmo adagiati dando per scontato il grave gesto intimidatorio. Invece non vogliamo oscurare la nostra coscienza, perché grazie alla scuola, luogo di costruzione di senso, e alla famiglia, vera ricchezza educativa, siamo capaci di distinguere il bene dal male”.

Valentina Raffa