Lettere in redazione Scicli 12/09/2014 22:20 Notizia letta: 3087 volte

Siti culturali, chi garantisce la legalità e le professionalità?

Riceviamo e pubblichiamo
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Scicli - Adesso che la canicola d’agosto sembra aver lasciato il posto alla brezza settembrina che spazza le polemiche e schiarisce le menti, mi sembra opportuno parlare della gestione dei siti culturali e porsi una domanda: chi garantisce a Scicli la legalità e le necessarie professionalità
Ho appreso, giusto un mese fa, (ma non sono voluto intervenire per non alimentare il caos) da una nota dell’assessore alla cultura del Comune di Scicli che la terza classificata nella gara per la gestione dei siti culturali è subentrata nel servizio a partire dal 15 agosto.
Premesso il dispiacere che a fronte di tre partecipanti alla gara d’appalto dell’aprile 2013, le prime due ditte classificate avevano ottenuto 50 e 48 punti, ovvero punteggi altissimi, per le professionalità presentate, la qual cosa non può essere affermata per la terza partecipante.
Fattore importante dal momento che non si tratta di apertura e chiusura siti ma di visite guidate, informazioni e assistenza è la preparazione in materia culturale.
Dalla determina n. 265 del 13 agosto 2014 del Caposettore cultura si apprende che da un lato occorre verificare i requisiti oggettivi e soggettivi della terza classificata e dall’altro si conferisce la gestione dei siti fino all’08 maggio 2016.
Il Bando di gara, all’art. 3 “Capacità tecnica e professionale” recitava: “ I concorrenti dovranno certificare i titoli di studio dei singoli associati inerenti la preparazione in materia culturale producendo apposita documentazione cartacea.
L’Amministrazione si riserva di accertare la veridicità delle attestazioni contenute nei curricula, richiedendo le certificazioni agli Enti pubblici presso i quali il servizio è stato svolto dai componenti della ditta aggiudicataria”.

Ma questi “prerequisiti” non dovevano essere presupposti e verificati già all’atto della ammissione alla graduatoria ? Quali ulteriori verifiche andavano fatte?

E poi, come mai il silenzio assordante da parte di chi sosteneva l’affidamento diretto alla Coop. Italo Barocco che in due anni portò alle casse comunali solo un paio di migliaia di euro e non condivideva invece lo svolgimento del bando che portò alla gestione del servizio alla Invictus che ha versato al comune circa 37.000 euro in un solo anno ?
Cosa pensa della attuale situazione? Cosa ne pensa l’attuale Caposettore? E l’Assessore ?

Io la mia idea me la sono fatta .

Come al solito … sono idiota .

Sandro Gambuzza