Sanità Vittoria 13/09/2014 19:52 Notizia letta: 3061 volte

Cup di Vittoria, problemi in via di soluzione

Impossibile prenotare
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Vittoria - Potrebbe risolversi presto la situazione al Cup di Vittoria dove, nei giorni scorsi, si erano registrati una serie di disfunzioni segnalate da un'utente. Stanca di lamentarsi senza ottenere nulla, la donna ha infatti preso carta e penna ed ha deciso di inoltrare tutta la documentazione all'ufficio protocollo dell'Asp di Ragusa, per segnalare il disagio e avviare le pratiche di rimborso.
La nota è stata immediatamente posta all'attenzione dai vertici dell'Asp ed il direttore generale, Maurizio Aricò, ha annunciato l'avvio “degli accertamenti per stabilire eventuali responsabilità e porre fine a questo grave disagio. La Direzione aziendale ha, infatti, messo in opera una verifica dei percorsi e delle responsabilità delle agende di prenotazioni, allo scopo di garantire l’accesso alla programmazione per un periodo nettamente superiore a quello disponibile di oggi, e comunque superiore a sei mesi”.
Secondo quanto riferito da alcuni utenti, infatti, al Cup di Vittoria, l’ufficio dove si effettuano le prenotazioni delle visite mediche specialistiche, si registravano gravi disagi relativamente non solo alle liste d'attesa, ma anche all'assoluta impossibilità di prenotare. I dipendenti, infatti, pare rispondessero con un “non ci sono date”. Al centro del problema, in particolare, le ecografie che, in alcuni casi, vista l'urgenza di avere i risultati, sono state eseguite a pagamento dagli utenti. Altri, invece, non hanno potuto fare altrettanto ed hanno dovuto sospendere, o non iniziare, le cure del caso.
Il direttore generale, Maurizio Aricò, ha subito premesso le scuse dell’Azienda per quelle che ha definito “le risposte inadeguate e ingiustificabili che gli utenti hanno ricevuto agli sportelli”. Sin dal primo momento, quindi, ha annunciato l'intenzione di avviare una valutazione interna urgente e di aver dato mandato ad un dirigente di occuparsi sia delle liste d’attesa che della mancanza di date, “per far luce, nel minor tempo possibile, su questa anomalia ed evitare che si ripeta. I dipendenti hanno sbagliato- ha concluso Aricò-, ma voglio pensare che, alla base di tutto, ci sia stata solo un’interpretazione scorretta. Un’azienda sanitaria non può e non deve rispondere in questo modo”.

Nadia d'Amato