Attualità Ragusa 15/09/2014 11:35 Notizia letta: 2135 volte

A San Giacomo, la Vergine per i campi

Fascino agreste
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Ragusa - All’orizzonte la terra dei campi a fare da cornice. Mentre il simulacro della Madonna avanza con il suo lento incedere. Il tutto a creare una suggestione molto speciale, destinata a fortificare, ancora di più, la fede dei devoti. Il fascino agreste della frazione rurale di San Giacomo Bellocozzo ha impresso tra i fedeli un segnale profondo.

Ieri pomeriggio la processione esterna ha concluso la settimana di solenni festeggiamenti in onore della Beata Maria Vergine di Lourdes. Il parroco, don Santo Vitale, che ha aperto la processione assieme a don Gino Scrofani, parroco delle Anime Sante del Purgatorio a Ibla, e all’accolito Giovanni Occhipinti, ha voluto caratterizzare questo momento con un messaggio ben preciso, rivolto all’intera comunità. “Vogliamo dedicare la processione odierna – ha detto don Vitale – ai cristiani perseguitati in tutto il mondo, al loro dolore innocente. Questi atti persecutori, chissà perché, sono ritenuti meno gravi da parte dei vari governi nel mondo e dall’opinione pubblica. Giovanni Paolo II affermò che il martirio ha di nuovo oggi la sua Epifania, tramite testimoni eloquenti e conosciuti ma anche tramite militi ignoti della grande causa di Dio. Ecco perché chiediamo a nostro Signore ad aiutarci a non dimenticare i nostri fratelli e le nostre sorelle morti nella fede, colpevoli solo di essere fedeli al Vangelo e di vivere la loro appartenenza alla Chiesa con stile edificante e coraggio”. Don Vitale, durante una fase della processione, ha voluto ricordare anche i numerosi migranti che sbarcano sulle nostre coste. “Dio ha creato il mondo – ha detto il parroco – donandoci tutto quanto era necessario per la nostra sopravvivenza, per la nostra sussistenza. Non è possibile che questi fratelli scappino letteralmente dalla propria terra alla ricerca di altri mondi, sperando in una vita migliore. Preghiamo anche per tutti coloro che hanno bisogno di un sincero aiuto”. Lo sparo dei fuochi ha salutato l’uscita del simulacro, che per la prima volta è stato portato a spalla, dai locali della parrocchia. A fare da cornice due ali di fedeli con i ceri a simboleggiare la propria devozione. Il panorama, invece, quello dei campi della frazione in cui si notano i segnali dell’operosità quotidiana. il corpo bandistico “San Giorgio” della città di Ragusa ha intervallato i momenti di pausa dalla preghiera con esecuzioni tradizionali tratte dal repertorio sacro legato alle feste religiose. 

Redazione