Cronaca Pozzallo 17/09/2014 17:51 Notizia letta: 4990 volte

Chiuso il Centro di prima accoglienza di Pozzallo

Non ci sono soldi. L'inchiesta de Il Giornale
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Pozzallo - Quel brutto pasticcio dell’accoglienza agli immigrati aggiunge un altro fiore all’occhiello. Il Centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo è chiuso. Non ci sono soldi. Almeno non quanti sono stati richiesti. Non quelli che finora erano stati sborsati. Non c’è quindi convenzione. Ci si deve arrangiare per forza maggiore ripiegando su un altro centro, il don Pietro di contrada Cifali, che resta l'unica struttura adibita alla prima accoglienza degli immigrati in provincia di Ragusa malgrado non abbia le stesse caratteristiche del Cpsa. Si tratta, in fondo, di un’antica masseria che non riesce a supportare l’enorme flusso migratorio che converge sulla provincia iblea, una tra le più tartassate.
La convenzione per la gestione del Cpsa è scaduta il 31 agosto. Non è stata rinnovata per mancato accordo tra Prefettura e Comune. Il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, reitera la richiesta di 80 euro giornaliere a migrante. In pratica una convenzione fotocopia di quella preesistente stipulata nel 2008 e rinnovata con qualche ritocco nel 2011. Il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, ha fatto una proposta di 35 euro pro capite al giorno. “E’ quel che possiamo fare in base all’attuale copertura finanziaria del Ministero – dice -. Ho invitato il sindaco a riflettere e a fare una controproposta”. I due si incontreranno oggi. “Lo Stato non può pretendere l’erogazione degli stessi servizi per un costo più che dimezzato – dice Ammatuna -. Riduciamo le spese e ridurremo le richieste”.
Ed ecco saltare fuori qualche dato sulla convenzione che prevede una serie di figure e servizi a disposizione degli ospiti. 114.843,39 euro in un mese per il servizio di assistenza alla persona. Questo ingloba anche il servizio di barberia. 1.050 euro per 70 ore per luglio 2013. Lo si evince da una determina dirigenziale di liquidazione da parte del Comune sin dal 2011 sempre alla stessa cooperativa, che fa capo alla moglie di un ex assessore dei Ds di precedenti legislature. Il tutto in attesa che si espleti una gara d’appalto.
L’importo totale è dato poi da 83.294,63 euro per 4862,5 ore diurne, da 23.783,76 euro per 1.228,5 ore notturne, 3.100 euro per 124 ore di assistente sociale, e 241 ore di mediatore sociale sono state quantificate 3.615 euro.
Intanto non accennano a scemare gli sbarchi. La prima tappa è proprio la struttura di contrada Cifali. Un bel problema se si pensa che le caratteristiche non facilitano l’attività investigativa volta all’individuazione degli scafisti. Malgrado la continua sorveglianza da parte delle forze dell’ordine, non ci sono recinzioni, ma bassi muri a secco, per cui si registrano cospicui allontanamenti volontari. Si rischia di mandare a monte il lavoro degli inquirenti.
Di certo chi ha qualcosa da nascondere non vuole restare nei centri, e non lo vogliono neppure quegli immigrati che hanno parenti fuori dai confini. Così gli ospiti dello Sprar di Siracusa hanno inscenato una protesta con blocco del traffico per tre ore, lamentando tempi burocratici lunghi per ottenere la documentazione. Ormai che c’erano hanno protestato per la scarsa qualità del cibo, che, ancora avvolto nei piatti di plastica, hanno messo a terra, e per il ritardo nella consegna del pocket money di 2,50 e delle schede telefoniche per contattare i propri cari.

Valentina Raffa
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