Attualità Scicli

Questione morale, terremoto in consiglio

Pd spaccato

Scicli - Partecipato Consiglio Comunale sulla questione morale ieri sera a Scicli.
Tre consiglieri comunali, il presidente del consiglio Vincenzo Bramanti, il consigliere Mario Marino e Maurizio Miceli (i primi eletti nell’Udc, il terzo nella lista Liberi e Concreti), hanno annunciato le loro dimissioni.
Per evitare la vacatio istituzionale che le immediate dimissioni avrebbero provocato, determinando l’impossibilità di varare il bilancio di previsione, i tre hanno annunciato che si dimetteranno entro e non oltre il 30 settembre, data ultima per l’approvazione dello strumento finanziario.
“Un gesto di responsabilità per evitare una eccessiva esposizione mediatica negativa alla Città, che provocherebbe un eventuale scioglimento dell’Ente per infiltrazioni mafiose –dichiara il presidente Bramanti-.
Un vero terremoto politico-amministrativo che porterebbe Scicli alla ribalta nazionale, riportando indietro l’orologio e vanificando tutti gli sforzi e i sacrifici che il tessuto socio-economico, imprenditoriale e culturale della nostra città ha prodotto negli ultimi decenni. Il bene di Scicli prima di tutto!”.

Il consigliere Claudio Caruso ha letto in consiglio il comunicato in cui il segretario Armando Cannata annuncia che Giampaolo Aquilino e Marco Causarano sono fuori dalla linea decisa dal partito a maggioranza.

Replica di Aquilino, a margine del consiglio: "La maggioranza del Pd è con noi e con Susino".

La rettifica di Aquilino: Egregio Direttore, il sottoscritto ai margini del Consiglio Comunale, pur avendo avuto un’interlocuzione amicale e informale con l’amico Paolo Borrometi Direttore de LaSpia.it, non ha rilasciato nessuna dichiarazione, men che meno esplicitato che “la maggioranza del Pd è con noi e con Susino”.

Rocco Verdirame: "Chi si dimette non si sostituisca agli organi inquirenti". 

Il documento dei tre dimissionari:

“La questione morale al Comune di Scicli prima di tutto”

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Sono note a tutti le vicende che vedono il Comune di Scicli sotto la lente di ingrandimento da parte di una Commissione d’indagine e d’accesso agli atti nominata, lo scorso mese di Luglio, da S. E. il Prefetto di Ragusa nell’ambito dei propri poteri ed insediata, presso il Comune di Scicli, per valutare se sussistono o meno le condizioni propedeutiche allo scioglimento dell’Ente per infiltrazioni mafiose.
Inoltre, a livello mediatico, il caso di possibili infiltrazioni mafiose nel nostro Comune ha avuto un effetto dirompente destando molta attenzione a livello nazionale.
Ora, se è vero come è vero che la responsabilità penale è personale, secondo quanto dispone l'articolo 27 della Costituzione, è anche vero che, prima ancora di una responsabilità penale, è giusto che la politica si interroghi in merito alla responsabilità politica di alcuni amministratori del nostro Ente.
È legittimo quindi che il Consiglio Comunale, organo che rappresenta la Città, non può stare a guardare in silenzio, quasi come se fosse ostaggio di un sistema poco chiaro e molto chiacchierato, ma deve reagire e prendere posizione sulla “questione morale” che oggi è il tema centrale che investe il nostro Ente (che rischia di subire un gravissimo procedimento amministrativo di scioglimento degli organi elettivi per infiltrazioni mafiose).
Appare chiaro a tutti che, di riflesso, anche la nostra città potrebbe essere coinvolta, con tutte le conseguenze negative del caso, siano esse di immagine, turistiche, economiche, sociali e culturali !!
È illusorio, inoltre, pensare che le forze dell’ordine e la magistratura, possano garantire da sole il rispetto delle regole, della legalità e delle istituzioni.
La legalità deve essere un valore fondante e permanente, la stella polare di ogni Amministrazione comunale, in quanto essa va al di là dei proponimenti e delle belle parole, ma implica il fatto di battersi sul territorio, per il rispetto della legge e della democrazia.
La legalità, sebbene sia un valore astratto, diviene un valore concreto nel momento in cui pretende, ad esempio, che i politici amministrino con onestà e trasparenza la cosa pubblica e che i cittadini osservino le leggi.
Il principio di legalità va a braccetto, e non potrebbe essere altrimenti, con quello di democrazia. A volte qualcuno dice che la politica è “sporca”.

Bèh non è la politica ad essere “sporca”, ma sono gli uomini che troppo spesso purtroppo riescono a “sporcare” il vero significato aristotelico della politica e cioè amministrazione della "polis" per il bene di tutti.
I “buoni maestri” insegnano che non bastano buone regole per fare democrazia, ma occorrono anche “uomini buoni”. Le regole nulla possono se gli uomini che le devono applicare a volte non lo fanno o lo fanno solo in parte. Infatti, in senso lato, esistono alcuni che rendono migliorabili leggi mediocri, altri che riescono a corrompere persino leggi buone.
Vi sono troppo spesso individui che amano spuntarla ad ogni costo, anche persistendo nell’errore, trascurando persino di riconoscere e rispettare la verità oggettiva dei fatti. Ed alla fine il risultato non potrà che essere quello di trascinare gli altri con sé in un abbraccio politicamente fatale.
La politica in democrazia presuppone la disponibilità a mettere in comune qualcosa di sé: tempo, onestà, capacità, impegno, studio e pazienza. L’obiettivo della politica, ne siamo convinti, deve essere quello di perseguire il bene comune, risolvendo i problemi dei cittadini, rinunciando a sé stessi e sempre guardando all’interesse generale anziché al singolo, contro gli interessi forti e spesso corporativi che soffocano la società.
La democrazia e la legalità non sono “qualcosa” fuori di noi, indipendentemente da noi, ma sono dei principi ideali ai quali tendere, sempre e comunque. La ricompensa sta nello stesso agire per realizzare tali principi.
Durante gli ultimi mesi, sono state dette molte cose in città sull’argomento “questione morale” attirando persino l’attenzione nazionale sul “caso Scicli" ed è indubbio che il problema legato alla raccolta dei rifiuti sia il problema centrale e critico su cui ruotano le molte “defaillance”, anzitutto finanziarie del nostro Ente, per un servizio di raccolta dei R.S.U. i cui costi troppo onerosi, producono un corto circuito ed una crisi di liquidità assolutamente insostenibile per l’Ente.
Dunque, è sotto gli occhi di tutti e da diverso tempo, l’esigenza di una rimodulazione del servizio attraverso un nuovo e più rigoroso bando pubblico che contempli maggiore efficienza del servizio e minori costi per i cittadini. Non si capisce, infatti, come sia stato possibile che il sindaco abbia prorogato per ben quattro volte e con proprie ordinanze, l’appalto del servizio di raccolta dei R.S.U.
Proroghe su proroghe di un appalto scaduto già da tempo. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile da parte nostra e pertanto non possiamo che censurare fortemente l’operato del sindaco Susino rispetto ad atti molte, troppe interferenze. Troppo spesso gli incarichi di responsabilità vengono assegnati senza procedere ad alcuna selezione dei più meritevoli.
Ciò nonostante, siamo convinti che la Politica abbia il compito di trovare soluzioni a questi problemi e pertanto chi assumerà nel futuro la responsabilità amministrativa di questo Comune, ha una grande responsabilità politica, amministrativa, nel rispetto pieno del primario interesse dei cittadini, delle regole, della legge, dei diritti di ognuno, ma anche con la volontà di garantire il
rispetto dei doveri da parte di tutti.
Anche tutto ciò fa parte di una più ampia questione morale che è giusto garantire all’interno di un Ente.
Ebbene, sia chiaro che, oggi come ieri, noi prendiamo le distanze da tutte queste situazioni a dir poco chiacchierate e poco trasparenti, che ha già causato un autentico terremoto mediatico e rischia di travolgere il nostro Ente e di riflesso tutta Città dal punto di vista amministrativo, economico, oltre che di immagine.
E prendiamo ancora una volta, le distanze da questa Amministrazione incapace ed inconcludente, non rappresentativa della volontà popolare, maldestramente guidata da un sindaco che ha fallito completamente in ogni sua disastrosa attività sia politica che amministrativa e che, peggio ancora, ha tradito tutti, in primis i cittadini che lo hanno votato, poiché dopo appena un anno e mezzo dalle elezioni, è stato l’artefice di un ribaltone politico senza precedenti nella storia di Scicli, frutto della più squallida, frustrante e vecchia politica che tarda ad estinguersi.
Nulla di personale contro il sindaco Susino che, siamo certi, avrà tempo e modo di difendersi, nelle sedi competenti, da una accusa cosi pesante, quale il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ipotizzato dai magistrati inquirenti.
Per tutte queste ragioni, oggi la Città, ha bisogno e chiede a gran voce alla Politica, un gesto di responsabilità per mettere la parola fine a questa esperienza disastrosa e fallimentare, soprattutto per evitare una eccessiva esposizione mediatica negativa provocata da un eventuale scioglimento dell’Ente per infiltrazioni mafiose.
Allora, sig. sindaco e colleghi consiglieri, oggi, serve un atto di coraggio, un gesto estremo con il fine ultimo di salvare la nostra città che rischia di essere etichettata come “città mafiosa”. Un vero terremoto politico-amministrativo che porterebbe Scicli alla ribalta nazionale, riportando indietro l’orologio e vanificando tutti gli sforzi ed i sacrifici che il tessuto socio-economico, imprenditoriale e culturale della nostra città ha prodotto negli ultimi decenni.
Ebbene, noi non ci sottrarremo a questo appello, perché non siamo per nulla legati alla poltrona, ed abbiamo ricoperto il ruolo di consiglieri comunali con assoluto spirito di servizio e sempre nell’interesse della collettività. Pertanto, daremo l’esempio nella speranza concreta che altri colleghi consiglieri ed il sindaco “in primis” facciano altrettanto.
Dunque, senza remora alcuna, per assoluto senso di responsabilità e con l’unico obbiettivo di volere il bene di Scicli, siamo pronti immediatamente a rassegnare le nostre dimissioni da consiglieri comunali.
Siccome però, non è nostra intenzione creare un vuoto istituzionale in un momento delicatissimo per l’Ente che deve approvare il bilancio di previsione 2014 entro fine mese, annunciamo che rassegneremo le nostre dimissioni irrevocabili dal ruolo di consiglieri comunali, subito dopo l’approvazione del Bilancio di previsione 2014 da parte del Consiglio comunale e comunque entro e non oltre il 30 settembre p.v., al fine di non ostacolare o ritardare i lavori del Consiglio chiamato ad esitare presto tale importante strumento finanziario.
In questo ultimo lasso di tempo, ci adopereremo a trovare delle soluzioni volte a mitigare e ridurre le tasse che gravano sulla prima casa e sulle attività produttive.
Uno dei più grandi filosofi dell’era moderna diceva: “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me”.

Firmato Vincenzo Bramanti

Maurizio Miceli

Mario Marino

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