Lettere in redazione Guerra e pace 18/09/2014 21:58 Notizia letta: 4110 volte

Corri con la mente, vivi con il sorriso

Le colpe dei padri non ricadano sui figli
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Ragusa - Caro Giovane
Ti scrivo questa lettera dopo aver vissuto la maggior parte della mia vita decidendo sul mio futuro e non sul tuo. Ho cancellato il tuo futuro. Ho guidato plotoni di volontari armati alla conquista di una terra che poi abbiamo perso, ho dato ordine di gettare bombe da quegli uccelli di latta che sovrastano i nostri cieli causando la morte di donne, uomini e tuoi coetanei. Io ho annientato il genere umano, ho chiuso un ciclo quello della vita e dell'economia, sono nato e ora che sto per morire mi trovo a fare i conti con il mio passato e con una mente che sfoga la sua rabbia, la sua molestia nei miei ricordi. Viaggio come se non vi fossero regole che governano il tempo e la realtà. Attraverso secoli vedo ancora la terra bruciare insieme ai corpi di quegli uomini che come me erano lì per salvare la propria vita e la propria famiglia. Imbracciavamo un fucile sempre con una pallottola in canna pronta ad esplodere e affondare dentro la carne bagnata dal sudore della paura. In pochi minuti i corpi come macigni crollavano sotto il peso di proiettili in ferro. Non esistevano amici ma solo nemici. Ho causato la distruzione non solo di un Paese, ma del tempo. Invano ma con pietà e dignità ti chiedo perdono Giovane perchè adesso tu ti trovi a ricostruire un presente e un futuro dalle macerie del passato. Perdonami Giovane perchè a causa del mio egoismo sfrenato e malato adesso tu non puoi pensare a costruirti una famiglia, sei troppo impegnato a garantirti una vita. Perdonami Giovane perchè io non ti ho insegnato a sbracciarti e perchè ti ho lasciato vivere in quel poco di ricchezza che ormai i tempi stentavano a riconoscerci.
Ho commesso molti errori perchè mentre tu crescevi io pensavo a guadagnare e investire. Il fruscio delle banconote, le luci e le urla della Borsa erano il mio canto di Natale. Io non sono stato mai il tuo vero padre, ti ho generato perchè volevo esser fiero di avere una discendenza, ma tu contavi poco, ciò che contava era il danaro.
Questa mente sbattuta ormai dall'attesa della Falce incappucciata mi ricorda ancora quando morì tua madre... Una brava donna, che meritava di vivere e invece la debolezza umana ce l'ha portata via senza che potessimo ringraziarla per quanto aveva fatto per noi. Lei ti ha allevato e se non fosse stato per tua madre oggi tu non avresti avuto il coraggio di tornare a lottare e ricostruire la città dei tuoi antenati... Il tuo presente e... Il tuo futuro.
Figlio mio, io Passato, ho concluso il mio viaggio e approfittando dell'ultimo respiro che ancora tiene ferma la mia mano ormai macchiata dal sangue di molti uomini, dalla vecchiaia e dagli ematomi di una vita intensa e insoddisfacente ti esorto a mantenere vivi i tuoi sogni, a vivere la tua vita con il sorriso e a correre con la mente prima che una mano possa levarsi per segnare la fine di un'altra era e un piede possa muoversi per marciare contro i tuoi simili.
Abbi cura del tuo presente, non dimenticare il tuo Passato, io custodirò i miei peccati dentro la gelida bara di legno scuro, arderò nelle fiamme dell'inferno perchè contro te, Giovane, ho scagliato il mio pugnale.
Ti chiedo perdono e possa la tua memoria ricordare, il tuo cuore battere e la tua anima custodire la grinta e il coraggio per ripartire più forte di prima.

Michael Massari
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