Attualità Modica 22/09/2014 13:20 Notizia letta: 4686 volte

Busto di Quasimodo, Bono riscrive ad Abbate

Il bronzo si è perso
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Modica - La risposta dell'Amministrazione Comunale di Modica alla loro lettera in merito alla scomparsa del busto di Quasimodo, confermata dall'assessore alla cultura, non ha soddisfatto le aspettative degli istanti e così Bono e Buscemi hanno ripreso carta e penna e scritto una seconda iniziativa epistolare per mettere in chiaro alcuni punti della vicenda.
In primo luogo l'On. Bono, dopo avere precisato di essere nato a Modica, da madre di solide radici altrettanto modicane, ha eccepito che “la risposta dell'assessore altro non è che la semplice presa d'atto della sparizione del prezioso manufatto e della conseguente impossibilità di promuovere qualsivoglia rimedio, mentre il silenzio del Sindaco di cui, con la lettera aperta, insieme all'amico Buscemi avevamo espressamente richiesto l'intervento, avallerebbe una posizione che dà del Comune di Modica una immagine di un Ente privo di regole e di trasparenza, in cui è possibile sottrarre beni culturali e, non solo farla franca, ma non avere neanche la preoccupazione di essere cercati o semplicemente denunciati all'Autorità Giudiziaria.”
Da parte sua Buscemi dopo avere rilevato che “se appare evidente che l'attuale amministrazione non ha colpe per fatti avvenuti in un neanche troppo lontano passato, è purtuttavia indiscutibile che in virtù del principio di continuità amministrativa, una volta scoperta una illegalità, scatta immediato l'obbligo per l'Amministrazione in carica di svolgere ogni opportuno intervento a tutela dell'interesse pubblico”.
L'avvio di una superficiale quanto infruttuosa ricerca, non può in alcun modo autorizzare l'amministrazione comunale a “fare spallucce” e girarsi metaforicamente dall'altra parte.
“Eppure – ha continuato Bono- non dovrebbe essere così complicato aprire una inchiesta interna e verificare quando il famoso Busto bronzeo dello scultore Messina è stato acquisito al patrimonio comunale, pare intorno al 1962 in occasione della visita a Modica del Poeta e, conseguentemente, come impone la legge inserito nell'inventario dei beni mobili e immobili, nonché quale impiegato comunale ricevette l'incarico di consegnatario, sempre come impone la legge, e quindi di responsabile della sua custodia. Così come non dovrebbe essere neanche impossibile ricostruire il percorso di un'opera che per anni è stata offerta alla pubblica fruizione e il momento in cui è scomparsa, oltre al perché non è mai stata presentata formale denuncia all'Autorità Giudiziaria da parte di chi ne aveva ufficialmente la custodia.”
Ma la vera domanda, a parere dei due sottoscrittori della lettera è se si voglia stendere sulla questione un velo pietoso, o piuttosto andare fino in fondo e appurare tutta la verità su quanto è accaduto.
“Perché-concludono Bono e Buscemi- la verità sul busto scomparso di Quasimodo ha una valenza molto più profonda del semplice ritrovamento di una preziosa opera realizzata in onore del Modicano più illustre della storia cittadina e ciò non può sfuggire alla sensibilità del Sindaco di Modica che, ancora una volta, sollecitiamo ad intervenire per chiarire ogni aspetto dell'inquietante vicenda”

Redazione
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