Cultura Ragusa 22/09/2014 20:38 Notizia letta: 4135 volte

In memoria di Henry Blondeau, eroe morto per colpa dei ragusani

E dimenticato
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Ragusa - Intendo con queste poche note celebrare il ricordo di Henry Blondeau. L’aviatore era infatti nato il 24 settembre del 1834 a Lovanio, in Belgio. Morirà, ventuno giorni prima di compiere 56 anni, sulla dura roccia calcarea di contrada Patro, dirimpetto la città di Ragusa.
“Morto a Ragusa il 3 settembre 1890 vittima della sua audacia dopo 114 meravigliose ascensioni a perpetua memoria il Municipio pose.” Questo si legge nella lapide che la città di Ragusa pose sulla sua tomba, ancora oggi in fondo ad un viale secondario del cimitero della città Superiore.
L’aviatore belga viveva – assoluto pioniere del settore – delle sue “ascensioni”. Si trattava infatti di salire in cielo con una mongolfiera. Blondeau in questo era bravo, e nella più meridionale delle città europee era giunto per fare il suo lavoro. In compagnia della figlia, era a Ragusa durante i festeggiamenti per il patrono San Giovanni Battista, che tradizionalmente si tengono il 29 agosto e non il 24 giugno, per la Decollazione e non per la nascita del Battista.
Ma, e noi ragusani lo sappiamo benissimo per diretta esperienza, a fine agosto, al massimo ai primi di settembre, dalle nostre parti nove anni su dieci “si rumpi u tiempu”. Temporali, abbassamento delle temperature medie, raffiche di vento, spesso scirocco. E fu una tempesta di vento ad uccidere Henry Blondeau. Il suo compito era quello di far salire al cielo la mngolfiera, per stupire i ragusani del 1890, che quello spettacolo ammiravano e volevano, a tutti i costi.
Ma lo scirocco tormentava l’altopiano ibleo già da giorni, e l’aviatore belga aveva provato e rimandato almeno tre volte. Il 3 settembre il vento non era ffatto diminuito, ma i ragusani erano stanchi di rimandi. La figlia pianse quando Henry le comunicò che avrebbe sciolto le corde che tenevano a terra la mongolfiera. I ragusani applaudirono il coraggio del nordico. E il pallone si alzò. Poche decine di metri in altezza, chè lo scirocco lo prese in pieno schiantandolo sulle durissime timpe sotto “u Nannu”, uno sperone roccioso sotto il Patro. Recuperarono pallone e corde e sacchi di sabbia da zavorra. E poi anche il corpo di Blondeau. Che non avrebbe dovuto alzarsi in volo. Le migliaia di ragusani d’allora si sarebbero offesi e qualcuno anche incazzato, e le decine di ragusani d’oggi che lo ricordano non avrebbero una lapide sulla quale poggiare una rosa.

Saro Distefano
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