Attualità Vittoria 30/09/2014 20:16 Notizia letta: 3473 volte

La lotta di Ciaculli contro la Grande Distribuzione

Don Chisciotte
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Vittoria - Nuovo capitolo nella vicenda dell'imprenditore agricolo vittoriese Maurizio Ciaculli ormai noto come l'uomo che ha osato sfidare la Grande Distribuzione Organizzata, pagandone però, come lui stesso spiega, un prezzo molto alto.
Tutto è iniziato quando Ciaculli aveva denunciato una grande catena di distribuzione alimentare che aveva apposto il suo marchio su prodotti non appartenenti alla sua azienda. Un gesto che, come ha raccontato, gli è costato la fine di contratti importanti con questa ed altre catene e, conseguentemente, il repentino crollo economico dell'intera impresa. Ebbene, come se non bastasse, l'Ufficiale Giudiziario ha chiesto ed ottenuto, nei giorni scorsi, la consegna delle chiavi del suo magazzino e Ciaculli è stato sfrattato per morosità. Al suo fianco, anche stavolta, Altragricoltura. “Si è svolto un ulteriore illecito ai danni di Ciaculli- ha dichiarato il presidente nazionale, Gaetano Malannino-. Appena l'altro ieri avevamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica perché riteniamo che su tutta la vicenda ci siano questioni che vanno chiarite meglio, anche perché esiste una sentenza del Tribunale di Ragusa che precisa come il fallimento dell'impresa fu causato dalla Banca. (per uno storno eseguito arbitrariamente). A questo punto ci chiediamo come mai si continui ad agire in danno a Ciaculli e ci auguriamo che tutto venga presto chiarito, facendo trionfare la Giustizia”.
“Speravamo che l'esposto depositato alla Procura della Repubblica bloccasse il tutto - ha dichiarato Maurizio Ciaculli-. Non è andata così e quindi siamo in attesa che la Procura prenda la questione in mano. La sentenza del Tribunale che condanna la banca e stabilisce un risarcimento alla mia azienda- racconta l'imprenditore agricolo- arriva, tra l'altro, dopo 6 anni dall'inizio di tutto il processo. Nel frattempo, fra iter processuali lunghi ed errori giudiziari poi rimediati in appello, sono stato costretto a licenziare i miei dipendenti, io mi ritrovo fallito e con i beni miei e dei miei soci messi all'asta”.
“Come componente di Altragricoltura- aggiunge ancora- non posso che garantire il nostro impegno anche nei confronti di tanti altri imprenditori che, come me, chiedono solo giustizia. Continueremo a lottare, inoltre, affinché cambi la legge che regola il sistema della aste giudiziarie”.

Nadia d'Amato
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