Attualità Roma 30/09/2014 21:15 Notizia letta: 4653 volte

Scicli e mafia, che brutto accostamento

La regista Alessia Scarso interviene sull'articolo di Bolzoni
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Roma - Devo essere sincera. Io la mafia l’ho sempre sentita raccontata.

Nel servizio di un telegiornale o romanzata in una fiction.

Tra le parole di mio padre, avvocato, che nei processi di mafia ci ha lavorato e si ci è pure dovuto difendere, perché un pentito aveva fatto il suo nome.

Mi ha raccontato, mentre ero bambina, che quando un pentito parla, un magistrato ha il dovere di indagare.

E ha dimostrato che quando un uomo libero è ingiustamente accusato, ha il dovere di difendere la propria dignità.

Fu l’avvocato di sé stesso. All’udienza successiva portò la documentazione che certificava il falso del pentito. Si difese da solo, e dimostrò che il pentito stava strumentalmente inquinando il processo per sviarlo dal cammino verso la verità.

Quanto ci vuole poco a mettere la nobiltà morale di una persona a repentaglio.

Fortunatamente la mafia l’ho sempre sentita raccontata, non ne ho mai sentito l’odore.

Vivo in una zona che Sciascia definì “babba”, per via della sua mancanza di malizia, per via del mancato attecchimento del fenomeno mafioso.

Forse per via di quella Vittoria Colonna Henriquez-Cabrera che nel 1607 distribuì le terre ai contadini, liberando la contea dai briganti.

Forse per via di misteriosi movimenti, di cui si vocifera tra la gente, che indicherebbe il nostro territorio come un quieto centro di riciclaggio di denaro.

Ammetto di non conoscere il vero motivo del perché da noi il fenomeno mafioso non sembra esserci, o non sembra manifestarsi.

Però un giorno un luogo conosciuto come tra i più belli al mondo si ritrova in prima pagina nazionale marchiato come mafioso.

Oggi “Repubblica” scrive un pezzo a titolo “Chiusa per mafia. Scicli come Vigata”.

Sono semplicemente rimasta basita di fronte al danno che può arrecare un titolo del genere. Mafia. Non associazione a delinquere. Proprio mafia.

Nel 1984 Scicli vide l’arresto di undici persone per associazione mafiosa. In seguito fu escluso il condizionamento mafioso del territorio.

Nel 1992 fu addirittura sciolto il consiglio comunale di Scicli per sospettato di infiltrazione mafiosa. Fu associazione a delinquere semplice.

Il processo che vide imputato per qualche ora mio padre lese invece l’immagine della città di Pozzallo, creduta in odore di mafia. In quel processo conclusosi nel 1996 gli inquirenti poi esclusero qualsiasi tipo di condizionamento mafioso e assolsero gli imputati dall’accusa di mafiosità.

In una mattina d’autunno una pagina di giornale ha il potere di mettere a repentaglio la nobiltà morale di un territorio.

Sono stati umiliati i comuni cittadini, le attività commerciali, gli operatori turistici, tutti coloro che non rientrano in questa triangolazione di indagati, inquirenti e giornalisti.

Uno tra i tre ha insultato e offeso il territorio.

In questo articolo ho scritto quindici volte la parola mafia.

Quella inopportuna potrebbe essere nel rigo di Repubblica

Alessia Scarso