Attualità Ispica 02/10/2014 21:08 Notizia letta: 4204 volte

M5s Ispica: patrimonio naturalistico a rischio, Rustico assente

I cinque stelle sull'erosione
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Ispica - Ispica è ancora un angolo di paradiso.
Questa tranquilla cittadina i cui albori si perdono nei meandri della Preistoria, grazie alla sua posizione soleggiata nella punta più a sud della Sicilia, gode di un clima mediterraneo che favorisce la vita.
Un tempo il suo territorio, così vario, prosperoso e ricco di acqua, ospitava le specie più disparate di flora e fauna: dall'altopiano ibleo inciso da cave naturali, solcate a loro volta da fiumi e torrenti, alle zone umide costiere, dalle fertili colline argillose alle spiagge di sabbia finissima, al mare cristallino, ogni angolo, anche quello più nascosto, pullulava di esseri viventi: un vero paradiso terrestre.
Fin quando ovviamente non è apparso l'uomo, che in qualche millennio ha devastato ciò che la Natura, o Dio, aveva minuziosamente creato e affinato in milioni e miliardi di anni.
Ma la Natura è cocciuta, insiste, resiste, e cerca di riprendersi sempre i suoi spazi.
Qualche giorno fa è stato un branco di tartarughe marine appena nate a ricordarci quanto danno possiamo fare al mondo, anche sbadatamente.
Mentre all'alba avveniva quello che oggi è quasi un miracolo sulle nostre spiagge, cioè la schiusa di una specie in via d'estinzione come la Caretta Caretta, un trattore del Comune, che nella stagione estiva ripulisce la battigia ogni mattina, le ha travolte, uccidendone almeno un paio.
Almeno un paio perché tante sono quelle ritrovate nel pomeriggio da un passante mentre passeggiava col suo cane. Non vogliamo pensare siano di più, ma che la maggioranza abbia raggiunto il mare. In media una Caretta Caretta depone un centinaio di uova, più volte nel corso della stagione, tornando negli anni negli stessi punti. Pochi però sono gli individui che raggiungono l'età adulta.
Inorridito per lo scempio, all'incredulo passante non è rimasto altro che segnalare il fatto alla Guardia Costiera, chiamare un veterinario e postare le foto su Facebook per attirare l'attenzione sulla rarità dell'evento, e sull'atroce fine di quei piccoli esseri indifesi, che avrebbero avuto già abbastanza problemi se fossero comunque arrivati in acqua.
Ci fa rabbia constatare che ancora una volta l'amministrazione comunale si dimostri totalmente disattenta e disinteressata al patrimonio naturalistico che la nostra comunità è chiamata a tutelare.
Non è la prima volta che si avvistano tartarughe sulle nostre spiagge: spesso vengono proprio a “chiedere aiuto” perché in difficoltà a causa di una lenza o un pezzo di plastica ingerito, e trovano invece indifferenza e quindi la morte. Le ultiime nidificazioni sono state segnalate a Vendicari e S. Lorenzo, a due passi da noi.
Così, al posto di cominciare a pensare alla fascia costiera come un ecosistema delicato e non una semplice veranda sul mare, e di stipulare delle convenzioni con Enti o associazioni ambientaliste per progetti di monitoraggio e recupero di animali in difficoltà, i nostri amministratori sognano di devastare il territorio portando avanti un progetto di contrasto dell'erosione del litorale che sia sta rivelando più dannoso che inutile.
Perché, oltre alle cifre astronomiche in ballo, 3,6milioni di euro per il primo stralcio e 15milioni circa per il progetto complessivo (a fronte degli 1,5milioni in totale per un progetto molto simile del Comune di Scicli), i 12 “pennelli” previsti, consistenti in massicciate di 80x14m, andranno a modificare completamente la linea di costa e lo specchio di mare antistante. Frazionando la baia, impatteranno negativamente sia sulla bellezza naturale caratteristica del luogo che sulla salubrità delle acque, creando serie difficoltà ad ogni forma di vita marina. Inoltre non risolveranno affatto il problema, ma sposteranno l'erosione dopo l'ultimo pennello.
Questi tipi di interventi non si effettuano ormai da decenni, proprio per i risvolti devastanti oramai comprovati, confermati anche dagli studi condotti dal circolo Legambiente Sikelion e dagli esperti, professori universitari operanti anche a livello internazionale, da esso chiamati ad esprimersi sul progetto dell'amministrazione comunale ispicese.
Il M5S Ispica ha già contattato il proprio portavoce all'ARS e presidente della Commissione Ambiente, Giampiero Trizzino, affinché si avviino delle iniziative per regolamentare la manutenzione delle spiagge e proteggere le nidificazioni delle tartarughe, anche mediante specifici divieti di pesca, e affinché si attivino misure per la tutela della fauna selvatica, ad esempio la riapertura del Centro di recupero fauna selvatica e tartarughe marine di Comiso, chiuso a causa dei tagli del Governo Crocetta.
"Il Centro offriva un servizio unico nel raggio di centinaia di km” - dichiara Trizzino - “la sua chiusura è stata una grave perdita. Adesso non c'è nessuna realtà in tutta la Sicilia meridionale pronta a soccorrere un animale selvatico ferito, a curarlo, a seguirlo durante la convalescenza e organizzarne la reimmissione in libertà. Oltre al Centro di Comiso abbiamo perso pure quella rete di volontari che era il fulcro del sistema di soccorso, attiva capillarmente sul territorio e in perfetta sintonia con le istituzioni. Sottoporremo al Governo regionale la questione, premendo per la riapertura della struttura e proponendo misure di tutela della nidificazione delle testuggini come il divieto di utilizzo di mezzi motorizzati per la pulizia delle spiagge interessate."
"Per quanto riguarda il ripascimento della costa ispicese” - aggiunge - “chiederemo conto della mancata applicazione del Piano paesaggistico, in quanto il progetto dell'amministrazione comunale non è stato redatto seguendo le tecniche di ingegneria naturalistica, prevedendo invece la realizzazione di pennelli, ovvero scogliere articifiali, espressamente vietate dal Piano".
La portavoce ispicese alla Camera dei Deputati, Marialucia Lorefice, osserva: “Da quando è nato il Meetup M5S Ispica, non abbiamo mai smesso di studiare attentamente le intenzioni e le mosse dell'Amministrazione comunale. La fascia costiera, come tutto il territorio extraurbano, è abbandonata al degrado e all'inquinamento: ad oggi l'unico intervento in programma consiste in un tentativo di contrasto all'erosione marina che, al contrario, si è rivelato una seria minaccia per il nostro patrimonio naturalistico, ancor più dell'assenza di interventi. Patrimonio destinato ad essere il volano, assieme alle tradizioni e ai prodotti locali, della rinascita dell'economia ispicese. Pertanto faremo di tutto per portare all'attenzione del Governo lo scempio che si sta perpetrando nella nostra Città. Non solo in merito all'ambiente e alle spiagge.”

Redazione
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