Attualità Lutto culturale 03/10/2014 21:47 Notizia letta: 5274 volte

Ragusa. Chiude la libreria Saltatempo

Grave perdita per la cultura iblea
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Ragusa - Se dovessimo dare credito a Marguerite Duras e alla sua celebre “le biblioteche sono i granai dove ammassare riserve contro l’inverno dello spirito”, allora vorrà dire che da oggi Ragusa sarà città più povera, con meno grano per i suoi cittadini e un duro inverno, almeno per lo spirito. Alla faccia dell’antica tradizione frumentaria.
Ha chiuso la Libreria Saltatempo. Non una biblioteca pubblica, quindi, ma una privata libreria, un esercizio commerciale. E tuttavia il discorso della Duras non cambia di una virgola.
Chiudendo la Saltatempo, la città capoluogo di Provincia registra una lunga serie di sconfitte, di fallimenti, di danni. Ne elenco solo alcuni, dal mio punto di vista (soggettivo, verosimilmente scorretto, certamente limitato e provinciale) i più importanti.
Chiude un esercizio commerciale, dove lavoravano delle persone, dove circolava moneta. Un danno per l’intera collettività quindi, anche per quei ragusani che il solo libro che hanno in casa è il ricettario della nonna. Chiude una “bottega” di via Giambattista Hodierna poco sotto la via Roma, pieno centro storico. Un danno ulteriore per l’intera città, che ad ogni livello e situazione si riempie la bocca con discorsi sulla necessità di rivitalizzare il centro, oggi abbandonato e invece un tempo (solo venti anni fa) pieno di “botteghe”. Chiude una libreria particolare. Alla Saltatempo le sorelle Ruggieri avevano inaugurato – anni orsono – un’inedita (almeno per Ragusa) stagione di libri e attività ai libri legate. Alla Saltatempo si potevano comprare i volumi, ca va sans dire, i classici come i bestsellers di stagione, ma si organizzavano (che tristezza dover utilizzare il verbo al passato) anche molte iniziative connesse: presentazioni (ho avuto l’onore di presentare alcuni volumi nella saletta per settanta persone), corsi di scrittura, di fotografia, di cake-design, attività ludiche per i bambini, reading di poesie e conversazioni con gli autori. Anche la possibilità di prendere un the (ché farlo tra i libri è cosa diversa che al banco di un bar).
Ma, lo sappiamo, il mercato ha le sue regole che la cultura deve rispettare. Ci sono i bilanci e i commercialisti, le tasse e le fatture, bollette e fornitori.
Da queste colonne, che sempre hanno dato spazio alle iniziative dell’instancabile Claudia, ci permettiamo di far sentire il nostro sincero dispiacere per l’addio (speriamo sia un arrivederci) alla Saltatempo e un altrettanto sincero grazie alle sorelle Ruggieri per avere illuminato, anche solo per qualche anno, la nostra grigia e sonnolenta città.

Saro Distefano
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