Attualità Torino 26/10/2014 19:23 Notizia letta: 3351 volte

Il fagiolo cosaruciaro al Salone del Gusto di Torino

Comunità leguminosa
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Scicli - Il fagiolo cosaruciaro di Scicli torna al Salone del Gusto di Torino. 

È iniziata con una rassegna di legumi d’Italia ed è diventata, in pochi anni, la “Comunità Leguminosa”, una rete di produttori e affini che condivide le finalità del buono, pulito e giusto promossa da SlowFood, , che si scambia consigli, informazioni cultura e anche ricette, che si incontra annualmente a Lucca, durante i giorni di SlowBeans/le Fagioliadi (c/o Desco 6/7/8 dicembre) e in altre occasioni omologhe, in altri luoghi d’Italia che, come Lucca, producono legumi e conservano una importante tradizione gastronomica legata a questi prodotti.

Quest’anno SlowBeans/Comunità Leguminosa si presenta al salone del Gusto, con una conferenza “collettiva” cui hanno parteciparto alcuni degli aderenti al “Manifesto” redatto e discusso lo scorso anno, presso l’ostello di Lucca, in occasione della prima assemblea della comunità e anche ospiti di altre nazioni, tra cui la Spagna (fagiolo Ganxet) ospite recantemente a Lucca proprio per l’occasione del Salone del gusto e la Bulgaria (fagiolo Smilyan).

La comunità leguminosa, oltre a coccuparsi della produzione e commercializzazione dei legumi, organizza anche iniziative culturali, sempre legate, è ovvio, al mondo dei legumi.

L’Associazione “Rosso e i suoi fratelli” (fagiolo rosso di Lucca) ha realizzato una mostra di ritratti, “Facce da fagiolo” che si accresce con la Comunità, dedicata appunto ai produttori, che sta girando l’Italia nelle varie manifestazioni a tema. L’Associazione Colti in Campo (fagiolo Gialet della Valbelluna) ha presentato recentemente una “piece” teatrale, “dall’America al Lamon” con letture e canti sul tema dell’introduzione dei fagioli in Italia, il fagiolo di Controne tramite l’azienda Ferrante, ha realizzato le prime zuppe dei presidi, che diventeranno presto una linea di “zuppe” di legumi. Al Salone del Gusto di Torino, anche altre iniziative di “disseminazione” dell’iniziativa. Gli aderenti alla comunità esporranno pesso i propri stand un cartello che identifica come tali e una delle foto della mostra “facce da fagiolo”. Presso alcuni stand regionali (Campania, Piemonte, Toscana) sono in programma presentazioni dei vari legumi partecipanti. Fondatori della comunità sono, ovviamente il Fagiolo Rosso di Lucca insieme a Fagioli di Badalucco, Conio e Pigna (Liguria), il Fagiolo di Controne (Campania), la Piattella Canavesana di Cortereggio (Piemonte), il Fagiolo di Sorana (Toscana), il Fagiolo Giàlet della Valbelluna (Veneto), Fagiolo Cosaruciaru di Scicli (Sicilia), Roveja di Civita di Cascia (Umbria), Fava Cottora dell’Amerino (Umbria), Fagiolo Dente di Morto di Acerra (Campania), Piattella Pisana (Toscana), fagiolo Badda di Polizzi (Sicilia), cui si sono aggiunti durante l’anno la Cicerchia di Serra de’ Conti (Marche), il Cece di Cicerale (Capania), la Lenticchia di Villalba (Sicilia), La Fagiolina di Arsoli (Lazio), Fagiolo di Casalbuno (Lazio), Fagiolo di Brebbia (Piemonte), il fagiolo rosso scritto del pantano di Pignola (Basilicata).

 Foto Viviana Pitrolo

Redazione