Lettere in redazione Scicli 30/10/2014 22:56 Notizia letta: 3889 volte

Don la China: Vergognoso l'attacco alla chiesa metodista

Parla il vicario foraneo
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Scicli - "I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza.
La Chiesa trasale davanti a questo grido d’angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello" . Queste parole scritte nel 1967 dal Beato Papa Paolo VI nell’enciclica Populorum Progressio (n. 3) ci aiutano a cogliere il vero senso del dramma umanitario dell’immigrazione che stiamo vivendo.
L’enciclica affrontava in modo organico il problema dello "sviluppo dei popoli" e oggi le analisi in essa contenute si rivelano profetiche per la comprensione del presente. Occorrerebbe forse andare a rileggerle tutti, credenti e non credenti, per comprendere come il dovere dell’accoglienza dei bisognosi è un problema di civiltà. E di responsabilità dei paesi ricchi nei riguardi dei paesi poveri.
Il cristiano ha poi certo una responsabilità più grande, perché è chiamato a riconoscere nel fratello il volto stesso del suo Signore: “ Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito… In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.”
Alla luce di questo insegnamento evangelico e del Magistero della Chiesa, mi permetto, come vicario foraneo di Scicli, facendomi interprete di tutte le comunità parrocchiali e di tutte le aggregazioni ecclesiali presenti nella nostra città, di esprimere anzitutto vicinanza fraterna e solidarietà alla comunità Metodista di Scicli per il vergognoso attacco ad essa rivolta, proprio nel momento in cui – e a causa di ciò – si appresta ad aprire un centro per l’accoglienza di immigrati che, ne siamo certi, sarà segno di un futuro di speranza nel segno dell’integrazione e dell’arricchimento reciproco anche per la nostra comunità cittadina.
In modo forte e deciso voglio stigmatizzare poi l’uso improprio dell’immagine della Madonna delle Milizie come logo per la nascita di un nuovo supposto movimento di base contro l’accoglienza degli immigrati nella nostra città. La Vergine santissima, tanto venerata nella nostra città, anche nella icona “sui generis” della “difenditrice” in armi della sua “civitas dilecta”, legata ad un momento particolare della sua storia, non può diventare, in un’operazione decontestualizzata storicamente e acriticamente compresa, il simbolo legittimante di un particolare movimento. Invito perciò i promotori di questo movimento a voler desistere dall’accomunare questa immagine alla diffusione dei loro comunicati.
Con le parole di Papa Benedetto XVI a Ratisbona mi piace poi invitare a non strumentalizzare Dio e la fede per battaglie politiche di parte, ma ad usare invece la ragione che spinge a ricercare sempre il bene comune nella verità e nella carità.
Così come mi auguro che nessuno si faccia coinvolgere e strumentalizzare nell’adesione a raccolte di firme o a movimenti xenofobi e razzisti ma che al di là della contrapposizione ideologica prevalga il dialogo costruttivo e il buon senso.
Scicli ha tradizioni di accoglienza e di generosità, cristiana e civica, che possono aiutare a superare questa fase di sospetto e di divisione.
Auspico che le forze politiche, invece di fomentare animosità partigiane, siano in grado di far proseguire il dibattito nelle sedi opportune così che le legittime aspirazioni dei cittadini siano contemperate col dovere dell’accoglienza e il rispetto dell’ordine e della legalità.

Don Ignazio La China