Attualità Ragusa 02/11/2014 18:29 Notizia letta: 3197 volte

Provincia, scade la Floreno, arriva Petralia in affiancamento

Panico Crocetta
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Palermo - Scaduti i commissari della Province, in assenza di una legge che permetta proroghe e mentre la riforma che dovrebbe dare vita ai nuovi consorzi di Comuni resta paralizzata all’Ars. E così a Palazzo d’Orleans ieri è scattata l’emergenza, complicata dal fatto che in questo momento formalmente non c’è neppure un assessore regionale agli Enti Locali.
Alla fine, muovendosi in un corridoio giuridico strettissimo, Rosario Crocetta e il dirigente degli Enti locali Giuseppe Morale (al momento il più alto in grado in assessorato) hanno individuato una soluzione transitoria: dieci funzionari regionali affiancheranno i dirigenti ancora in servizio delle Province e, quando imposto da urgenza e necessità, potranno firmare provvedimenti in qualità di commissario ad acta.
Si tratta di una soluzione che il governo pensa di dover mantenere per al massimo due o tre settimane e che arriva per evitare che si verifichi il caso limite: nessuno alla guida di enti che viaggiano verso la soppressione definitiva. «Entro la prossima settimana - spiega Crocetta - pensiamo di poter approvare all’Ars la leggina per rinnovare i commissari. Poi spero che si possa dare priorità all’ultimo atto della riforma delle Province per far partire definitivamente i liberi consorzi».
Una volta approvata la legge per i nuovi commissari, bisognerà attendere l’approvazione del Commissario dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. È probabile quindi, spiegano i tecnici, che i funzionari nominati ieri in tutta fretta restino nelle Province per almeno tre settimane. Ad Agrigento va Vincenzo Lauro, a Clatanissetta Vincenzo Raitano, a Catania Sergio Azzarello, a Enna Francesco Riela, a Messina Girolamo Ganci, a Palermo Carmelo Messina, a Ragusa Giuseppe Petralia, a Siracusa Nicolò Lauricella e a Trapani Daniela Leonelli. Sono tutti funzionari dell’assessorato regionale Enti locali e formalmente vengono nominati «per due mesi o fino all’insediamento dei nuovi commissari».
La legge che l’Ars approverà la prossima settimana prevederà poi che i nuovi commissari restino fino alla fine di marzo. Nel frattempo dovrebbe arrivare anche l’altra norma, quella che assegna le funzioni ai liberi consorzi di Comuni completando la riforma avviata oltre un anno fa. Intanto, parla Antonio Ingroia al termine del suo incarico di commissario del Libero Consorzio Comunale di Trapani (l'ex Provincia regionale): «Ho cercato di improntare il mio mandato, che è scaturito da un fatto istituzionale e non da una nomina politica perché sul piano politico non sempre le mie posizioni e quelle del governatore Rosario Crocetta sono coincidenti, alla riaffermazione della cultura e della legalità contro l'incultura e l'illegalità del sistema mafioso di Matteo Messina Denaro». L'ex pm ha fatto chiaramente intendere di essere fiducioso in un nuovo incarico. «Spero - ha detto - di potere portare a compimento alcune delle iniziative che abbiamo avviato, pur nella scarsa disponibilità di fondi, in direzione anche del recupero di alcuni importanti immobili del territorio e di valorizzazione delle attrattive turistiche».
Ingroia ha rivendicato, oltre all'impegno finalizzato a dare continuità all'attività del Consorzio Universitario di Trapani, il «quasi miracolo» di avere ridotto, «al momento di un terzo, ma gettando le basi per arrivare al più presto al 50 per cento», l'esorbitante cifra di oltre 3 milioni e mezzo l'anno per affitti passivi di immobili destinate a scuole. «Abbiamo disdetto contratti, accorparto istituti, rilasciato alcuni stabili e avviato trattative per un drastico abbattimento dei canoni - ha rilevato - ma siamo riusciti nel nostro intento, in pieno accordo, peraltro, con gli Uffici scolastici regionale e provinciale». L'abbattimento complessivo dei costi è stato, ha calcolato l'ex pm che era supportato dal segretario generale Pietro Amorosia e dai consulenti Antonio Di Natale e Salvatore Marino, di circa 5 milioni di euro (più di 2 riguardo alle società partecipate, comprendendo anche l'abbattimento dei collegi sindacali, un milione e 400 mila circa per il personale e oltre 600 mila per i "cosiddetti costi della politica") «e tuttavia - ha aggiunto - abbiamo rispettato il patto di stabilità interno e gettato le basi per 3 milioni e 800 mila euro di lavori pubblici».

Redazione