Attualità Ragusa 07/11/2014 19:11 Notizia letta: 5665 volte

Impianti di compostaggio, blitz di Legambiente

Opere ferme da 5 anni
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Ragusa - #Sbloccafuturo, la campagna per lo sblocco di opere realmente utili e sostenibili anche a Ragusa. Stamani alcuni volontari di Legambiente hanno effettuato un blitz nei locali della Società di Regolamentazione Rifiuti di Ragusa (l’ente che in Sicilia ha preso il posto degli ATO), contro il decreto Sblocca Italia e a favore dello sblocco di opere, quali gli impianti di compostaggio di Ragusa e Vittoria, fermi da oltre 5 anni, che vanno verso la trasformazione del paese nella direzione dello sviluppo di un’economia circolare, sostenibile e low carbon.

Il decreto Sblocca Italia avrebbe dovuto “sbloccare l’Italia”, incidendo strategicamente nel quotidiano dei cittadini e degli attori della pubblica amministrazione, mediante un effettivo snellimento delle procedure e una reale delegificazione. Nella realtà, invece, introduce solo innumerevoli deroghe ed eccezioni, determinando un ennesimo stato di confusione e un allungamento dei tempi. Ricorre a piene mani allo strumento del commissariamento, dimenticando le passate disastrose esperienze di gestione commissariali in tema di gestione dei rifiuti, depurazione, fognature, bonifiche, rischio idrogeologico che, oltre a non aver risolto le decennali emergenze, sono state esse stesse causa di sprechi, di blocco delle procedure, d’inchieste a scapito della trasparenza e della legalità. Si tratta di un provvedimento che non coglie le sfide del 21° secolo e sbaglia la scelta delle priorità senza individuare criteri di utilità effettiva per il territorio e i cittadini.

Particolarmente pericoloso risulta lo sblocca inceneritori che oltre ad essere inutile è anche dannoso. Il successo della raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio di questi anni ha infatti determinato due conseguenze: ha sostenuto sempre di più la filiera industriale del recupero delle materie prime seconde, uno dei pilastri della nostra green economy, e ha notevolmente ridimensionato il bisogno, per la chiusura del ciclo nei vari territori, del recupero energetico da combustione di rifiuti urbani non altrimenti riciclabili.
In questo scenario non ha più senso costruire nuovi impianti di incenerimento/gassificazione per rifiuti (il contrario sarebbe un incomprensibile regalo alla lobby dell’incenerimento). In questo quadro si inserisce l'impianto di compostaggio di Ragusa (costato 3 milioni di euro per 15.000 t/a) completato cinque anni fa, messo in funzione per appena 20 giorni, ma poi bloccato per mancanza di personale, mai individuato dall'ATO. verosimilmente per un mancato accordo di tipo clientelare. Nel 2012 la gara per l'ampliamento e la costruzione di un digestore è andata deserta. A poca distanza, a Vittoria, un impianto analogo è stato completato nel 2011 (2,1 milioni di euro per 7.000 t/a), ma non è mai entrato in funzione perché manca la cabina elettrica!
Attualmente gli impianti sono nella disponibilità della Società di Regolamentazione Rifiuti. I documenti di gara per la gestione sono pronti da settembre 2013, ma tutto è fermo. In un anno la SRR è riuscita solo ad acquisire gli impianti di compostaggio in comodato d’uso gratuito dall’ex ATO senza riuscire a metterli in funzione. E intanto la parte umida dei rifiuti continua a finire scandalosamente in discarica.

Redazione
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